Stanno tutti bene, anzi no

L’aggressione in pieno centro a due ragazze, una rimasta ferita da un arma da taglio per un colpo dell’aggressore, altri casi avvenuti, furti nelle case, di giorno e di notte, in centro e nelle periferie, con le persone a casa e no, furti e danneggiamenti nelle campagne da sempre sotto il mirino. Alcamo sta vivendo da tempo una situazione di diffuso malessere sociale che per certi versi è simile a qualsiasialtra città siciliana e italiana ma forse i cittadini non pensavano che l’allarme superasse certi livelli di guardia.

 

D’altronde già recentemente in passato altri casi si erano manifestati. L’errore di valutazione forse è stato quello di tenere tutto sotto silenzio ed evitare alarmismi sociali che sicuramente quando sono esagerati bene non fanno ma forse era anche il caso di far sapere che l’idiliaca società rappresentata tra convegni e premiazioni in un benessere diffuso forse non corrispondeva del tutto alla realtà. Non erano dunque solo gli extracomunitari del Maghreb e i Rumeni che si ubriacavano e rubavano ma anche che anche i giovani alcamesi e no lo fanno. Che le aggressioni e le violenze, su cui si sta facendo luce, e in alcuni si è fatta, non erano solo tra stranieri stessi ma anche ambivalenti. Che forse lo sfruttamento degli stranieri costretti a lavorare con salari minori rispetto ai locali e vivere in case che gli alcamesi non vogliono più vivere qualche problema, durante lo scoppio della crisi economica, lo avrebbe creato. Che l’indiscriminato andirivieni di persone periodicamente toglie sicurezza e punti di riferimento alle persone socialmente e anche alle forze dell’ordine crea problemi di controllo del territorio, che il consumo di droghe, leggere o pesanti che siano, di alcool da fine settimana o giornaliere, non è da prendere sottogamba spece se al Sert gli adolescenti in cura sono, dati di alcuni anni fa, almeno 300. Insomma non tutto brilla come si era fatto credere.

 

Polizia e Carabinieri fanno il possibile per arginare la pericolosità anche perchè le forze in campo sono sempre più esigue. Il Vice Capo della Polizia nei giorni scorsi ha fatto sapere che in Italia le forze di Polizia hanno in organico 7.000 unità in meno rispetto ala pianta organica prevista e in provincia di Trapani diverse da anni sono le richieste da parte dei sindacati di Polizia, si pensi al Siulp, di più uomini e mezzi. Tutto dunque sotto controllo, anzi no. I casi di violenza ci sono, i furti, i reati, le aggressioni, sono tornati vecchi reati come scippi e intimidazioni e altro. Alcamo e dintorni non è un’oasi di tranquillità dunque nel Bel Paese ma anzi sempre più in decadenza socialmente e politicamente. Forse proprio la crisi della politica e la mancanza di punti di riferimento e certezze sociali, oltre che economiche, creano anzi alimentano di più i reati. In queso il mondo politico ha un grande responsabilità.

 

Intanto arriva la solidarietà del Centro Antiviolenza alle due donne aggredite ad Alcamo e la vicinanza a tutte le donne che subiscono violenza, anche in famiglia e non solo fuori.