Con una nota ufficiale, la FIGC ha comunicato di aver sanzionato il Trapani Calcio con 7 nuovi punti di penalizzazione che, sommati agli 8 precedenti, costituiscono un totale di 15. Una battuta d’arresto non da poco per i granata che sprofondano da 26 a 19, a pari punti con Latina e Foggia, in piena zona playout. La squadra di Salvatore Aronica era partita con tutt’altre ambizioni e si ritrova dunque a dover ridimensionare i propri obiettivi. In più, sono stati comminati diversi mesi di inibizione ai vertici societari: quattro per il presidente Valerio Antonini e per il dirigentre Vito Giacalone, sedici per il segretario amministrativo Andrea Oddo e dodici per il commercialista Salvatore Castiglione. A queste sanzioni si aggiunge una multa alla società da 6.500 euro. Società che sta già preparando i ricorsi e che si ritrova a dover fare i conti con l’ennesima grana di una stagione della quale a passare alla storia più che i risultati sul campo saranno le vicende fuori. Con il 2026 ormai arrivato, risulta semplice tornare con la mente a dieci anni fa. Era il 2016 e il Trapani di Serse Cosmi giocava il playoff contro il Pescara per salire dalla B alla Serie A. L’anno successivo dal sogno di giocare nel massimo campionato nazionale si passò alla retrocessione in Serie C, e da allora il Trapani smise di sognare per numerose annate; fino al 2024, quando la società, rilevata da Valerio Antonini, passò dalla D alla C, vincendo il girone con 4 giornate d’anticipo e stabilendo il record di punti della categoria. Quella che appariva come un’ascesa si sta ora trasformando in un incubo, con una spirale di negatività che sembra non avere fine. Non se la passa meglio il basket, con gli Shark reduci dalla partita-farsa in Bulgaria contro l’Hapoel Holon, che è costata ai granata l’eliminazione a tavolino dalla Champions League e una macchia a livello d’immagine non indifferente. In campionato, come per il calcio, la classifica è influenzata dalle penalizzazioni (in questo caso di 8 punti) ma più di questo spaventa il blocco dei tesseramenti da parte di FIP e Lega Basket, dovuto a irregolarità fiscali e contributive, che sta di fatto spezzando il tasso agonistico della squadra, che si ritrova con la panchina corta, o in certi casi addirittura senza, e costretta a schierare giocatori dalle giovanili. E’ chiaro che in un clima del genere le motivazioni vengano meno, e raggiungere le tanto ambite final eight assume sempre più la forma di un miraggio, così come una rinascita dello sport trapanese.