Una rete di lauree false, diplomi svizzeri e pseudo-università italiane ha permesso ad almeno 41 persone, sparse in tutto il Paese – 5 dei quali in Sicilia – di esercitare abusivamente la professione di nutrizionista. A scoprire il sistema è stata la Guardia di Finanza di Firenze, su delega della Procura, con un’operazione che ha coinvolto oltre 200 militari e portato al sequestro di 5 studi abusivi, piattaforme online, schede nutrizionali. L’indagine è partita da una denuncia del 2022 dall’Ordine nazionale dei biologi a Empoli e Montespertoli, dove operavano due sedicenti università che rilasciavano titoli accademici privi di valore legale, in convenzione con un sedicente ateneo svizzero. In Sicilia l’inchiesta ha smascherato diversi casi emblematici.
A Palermo, due donne tra i 30 e i 35 anni esercitavano abusivamente la professione, proponendo diete e schede alimentari personalizzate a ignari “pazienti” dopo aver conseguito lauree false in ‘Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana’: nei loro confronti sono scattati i sequestri dei titoli di studio e le schede alimentari redatte usate come prove. Stessa sorte per un uomo di Catania e uno si Siracusa e una donna di Pozzallo. Un altro caso riguarda un uomo che aveva aperto uno studionel comune di Brolo a Capo d’Orlando, uno dei cinque complessivamente sequestrati dai finanzieri. Dietro la truffa, Simone Falcini, 52 anni, cuoco e imprenditore toscano, fondatore presidente dell’Associazione italiana cuochi e di una costellazione di enti formativi e sigle che di accademico avevano solo il nome. In pochi giorni prometteva lauree in “Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana” o “Counseling psicologico e relazionale”, poi utilizzate per esercitare la professione di nutrizionista, somministrare piani alimentari, prescrivere integratori e perfino sostanze dopanti. Tutto senza alcun riconoscimento del Ministero dell’Università e senza iscrizione agli ordini professionali previsti dalla legge.
Dietro la facciata di rispettabilità – curricula infiniti, 42 attestati, master, corsi in arti marziali, docuserie e una piattaforma televisiva che si vantava di avere quasi un milione di abbonati – Falcini aveva costruito un vero impero. Era diventato- dicono gli inquirenti, il “più grande produttore di lauree false”, con un giro d’affari da 3 milioni l’anno. Falcini andrà a processo a febbraio 2025.