E’ diventato una vera e propria droga l’uso o meglio l’abuso dello smartphone che può compromettere seriamente lo sviluppo psico-emotivo dei bambini, incidendo sul linguaggio, sull’attenzione e sulla capacità di relazione. Questo il messaggio al centro della campagna “Oltre lo schermo. Liberi dalla dipendenza dallo smartphone”, promossa dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP Trapani per sensibilizzare famiglie, educatori e insegnanti. Tre le aree di azione: nomofobia e bambini, smartphone e incidenti, smartphone, social media e adolescenti. Il primo tema trattato è quello legato ai rischi della cosiddetta nomofobia. Il termine indica la difficoltà a separarsi dal telefono cellulare, vissuto come una finestra indispensabile sul mondo e sulle relazioni, e rappresenta una forma di dipendenza sempre più diffusa che coinvolge adulti ma anche bambini in età precoce. A spiegare i pericoli è il neuropsichiatra infantile Luca Messina che sottolinea come i minori siano particolarmente vulnerabili agli stimoli digitali durante le fasi cruciali della crescita. Segnali come il ridotto contatto oculare, il ritardo nello sviluppo del linguaggio, le difficoltà di attenzione e lo scarso interesse nelle relazioni con i coetanei rappresentano campanelli d’allarme che non devono essere sottovalutati.
In questi casi, il primo passo è un percorso psicoeducativo che coinvolga l’intero nucleo familiare, accompagnato da una maggiore capacità di controllo e modulazione nell’uso dei dispositivi digitali e dei contenuti a cui i bambini sono esposti. Dati recenti citati dagli specialisti evidenziano un quadro significativo: oltre il 50 per cento dei bambini sotto i cinque anni è in grado di utilizzare autonomamente un tablet, mentre solo una minima parte riesce a svolgere attività manuali di base, come allacciarsi le scarpe. Attraverso la campagna, l’ASP Trapani invita i genitori che riscontrano un abuso dello smartphone da parte dei figli a rivolgersi ai servizi di Neuropsichiatria infantile. L’Azienda Sanitaria Provinciale sta anche portando avanti un lavoro di prevenzione nelle scuole dell’infanzia e primarie, formando il personale docente a riconoscere dei primi segnali di disagio. In molte nazioni è stato vietato di portare nelle scuole telefonini etc per gli studenti sotto i 16 anni, Purtroppo anche dai grandi non viene un buon esempio come quello di parlar al telefono mentre si guida.
Foto di Chin Onn Ong da Pixabay