Sicilia. Assalto alle spiagge. Via libera a costruire 600 stabilimenti balneari

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Probabilmente molto presto in Sicilia sarà impossibile raggiungere il mare perché la Regione siciliana ha dato una sorta di via libera ad assaltare le spiagge con la costruzione di nuovi stabilimenti balneari, che se prima dovevano avere una distanza di cento metri ora ne bastano 25 e in alcuni casi anche dieci, L’assalto è contenuto in una norma, approvata dall’Ars a gennaio, che consente all’assessorato Territorio e ambiente di dare nuove concessioni fino al 2020 anche nei Comuni che non hanno approvato il Piano di gestione della costa. Sono circa 600 le richieste di nuove concessioni o di modifiche e ampliamenti per gli stabilimenti balneari. L’assessore Toto Cordaro ha firmato le nuove linee guida per l’utilizzo del demanio marittimo, restringendo lo spazio destinato alle spiagge libere. Oggi la Regione con le concessioni incassa meno di dieci milioni di euro, spera di introitarne cento. Insomma la caccia è sempre al denaro per rimpinguare le asfittiche casse regionali. Se poi come funghi vengono installati stabilimenti balneari poco importa se per andare a prendere un bagno al mare sarà necessario pagare e per i proprietari di casa di villeggiatura la perdita della tranquillità notturna per la musica sparata all’aperto e a tutto volume sino alle prime luci dell’alba. Perché nel Far West siciliano, dove mancano i controlli delle autorità, tutto diventa possibile. Anche il disturbo della quiete pubblica per l’arricchimento di pochissimi. Seicento richieste, più persone hanno fatto istanza per le stesse aree, non sono poche visto che attualmente sono 3.200 i concessionari. E riguardano tutto il perimetro dell’Isola perché è soltanto uno il Comune che ha un piano di gestione per la Costa approvato: San Vito Lo Capo. Mentre 80 comuni sono commissariati per la mancata redazione del documenti e oltre 30 aspettano l’ok della Regione. Sul piede di guerra Legambiente che promette di ricorrere al Tar. L’associazione ambientalista non ha digerito i nuovi parametri stabiliti da Cordaro, in sintonia con le associazioni del settore, che temono un ulteriore scempio delle coste, già molto martoriate nella Sicilia al primo posto per abusivismo edilizio.