Il consiglio comunale di Alcamo è stato convocato per le ore 18 del prossimo 30 luglio. Uno degli argomenti più importanti è l’adozione del Piano di utilizzo del demanio marittimo, la verifica della sussistenza degli equilibri generali di bilancio e le variazione di assestamento generale. Da affrontare anche due interrogazioni di Franco Orlando e la mozione di indirizzo su istituzione unità pedagogica scolastica a firma dei consiglieri Stabile e Iaci.
Si tratta della prima riunione dopo la tempesta abbattutasi sulla giunta Surdi con l’abbandono di due consiglieri di Abc e da un paio di giorni di Miriam Avila eletta nella lista del primo cittadino. Il sindaco ha perso la maggioranza? Oggi a sei consiglieri. Ma si può perdere ciò che non si è mai avuto: ovvero la maggioranza in Consiglio? Infatti da anni i provvedimenti sono stati approvati grazie all’apporto della cosiddetta opposizione con la motivazione “per il bene della città”. Si continuerà ad andare avanti così con l’opposizione che fa da importante stampella. Sulle turbolenze nel Palazzo di città interviene Giacomo Sucameli presidente del movimento Siamo Alcamo.
“L’uscita dal gruppo consiliare “Avanti con Surdi” di una consigliera storicamente vicina all’amministrazione segna l’ennesima frattura politica all’interno della maggioranza, o di ciò che ne resta. Una lettera di dimissioni carica di motivazioni politiche e civiche, che punta il dito contro l’immobilismo e l’autoreferenzialità dell’esecutivo, ma che allo stesso tempo lascia aperti molti interrogativi sul futuro amministrativo della città” scrive Sucameli. Eppure, a fronte di questo atto di dissenso, la domanda che oggi il movimento “Siamo Alcamo” si pone – e che pone all’intera città – è netta: chi fa più male alla città? Un sindaco che ha perso la fiducia della sua maggioranza, ma resta aggrappato alla poltrona, o quei consiglieri che prendono le distanze, ma non lasciano il proprio incarico? Siamo di fronte a un teatrino politico ormai logoro.
Il Movimento Siamo Alcamo chiede chiarezza. “Alcamo non ha bisogno di ambiguità o tatticismi. Ha bisogno di una guida, di una visione e di una classe politica all’altezza della sfida del presente”. Dal documento di Siamo Alcamo traspare l’invito ad andare tutti a casa: dal sindaco ai consiglieri comunali. Intanto il centrodestra uscito da un lungo letargo sostiene che ha iniziato a lavorare per una svolta ad Alcamo alle prossime comunali mentre brilla per silenzio il Partito democratico. Qualcuno ha deciso di rivolgersi alla trasmissione “Chi l’ha visto”.