Sequestro pescherecci, 62 giorni di silenzio. Familiari disperati

Il 20 ottobre sarebbe dovuto cominciare il processo a loro carico, disposto dalle autorità libiche alle dipendenze del generale Haftar, ma are non abbia avuto luogo. Dopo 62 giorni dal sequestro aleggia sempre un fittissimo mistero sulla sorte dei 18 marittimi, membri degli equipaggi dei motopesca Medinea e Antartide, tuttora ‘in stato di fermo’ al porto di Bengasi. I familiari da oltre un mese e mezzo hanno perso ogni contatto con loro. In più occasioni la Farnesina ha garantito che i pescatori sono ‘in buone condizioni di salute’, ma in effetti non è mai stato possibile per la famiglie stabilire un canale di comunicazione.

Il sequestro è avvenuto il 2 settembre, all’indomani di un viaggio istituzionale del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, atterrato in Libia per suggellare un accordo riconosciuto dall’Onu, per tagliare fuori Haftar. Tra i 18 marittimi (otto italiani, sei tunisini, due indonesiani e due senegalesi tutti residenti a Mazara del Vallo) oltre agli equipaggi dei due motopesca, gli uomini di Haftar hanno prelevato anche il comandante del peschereccio ‘Anna Madre’ di Mazara del Vallo e il primo ufficiale del ‘Natalino’ di Pozzallo, che la sera dell’accerchiamento erano riusciti ad invertire la rotta durante il negoziato con le milizie.

Un gruppo di familiari, con gli armatori dei due motopesca, da settimane ormai presidia la piazza davanti Palazzo Montecitorio, nel tentativo di alimentare l’interesse e la pressione nei confronti del Governo. Altri di loro invece hanno occupato ‘pacificamente’ l’aula consiliare del comune di Mazara del Vallo, con il sostegno dell’amministrazione comunale e della Curia locale. Alcune settimane fa una delegazione di armatori e familiari era stata ricevuta a Palazzo Chigi, che ha garantito sulle condizioni di salute dei pescatori sequestrati e su una conclusione positiva dell’intera vicenda. Tutto però dopo 62 giorni, continua a tacere.  La vicenda dei 18 pescatori ha coinvolto anche l’intera comunità religiosa di Mazara del Vallo, giungendo fino a Papa Francesco.