Sequestro da 150 milioni. Supermercati anche nel partinicese

Maxi sequestro patrimoniale nei confronti di uno dei Re dei Supermecati, Carmelo Lucchese, 54 anni, messo a segno dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo. Nell’imponente operazione che, su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato al sequestro di beni per un ammontare di circa 150 milioni di euro, sono stati impegnati oltre 100 militari del Nucleo di polizia economico – finanziaria.

Sigilli sono stati apposti alla società GAMAC Group, con sede legale a Milano, che gestisce 13 supermercati tra Palermo e provincia (anche a Partinico, San Cipirello e Carini), otto a marchio Conad e 5 Tody’s, che adesso è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo, con il compito di garantire la continuità aziendale e mantenere gli attuali livelli occupazionali.

La ricostruzione operata dagli inquirenti della D.D.A., accolta dai giudici della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale sulla base degli accertamenti svolti dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza, ha consentito di evidenziare come Carmelo Lucchese, pur essendo incensurato, sia da ritenere un imprenditore colluso alla criminalità organizzata in quanto avrebbe sempre operato sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra. Precise e puntuali dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia e numerose risultanze investigative raccolte in diversi procedimenti penali avrebbero appurato come il re dei supermercati avesse, nel corso del tempo, ottenuto vantaggi “imprenditoriali” di cui ha potuto beneficiare.

Carmelo Lucchese è riuscito così a espandersi economicamente nel settore avvalendosi di interventi di “Cosa nostra; scoraggiare la concorrenza anche attraverso atti di danneggiamento; risolvere controversie sorte con alcuni soci; evitare il pagamento del “pizzo”. UCCHESE avrebbe contraccambiato i favori anche con mettendo a disposizione della mafia un appartamento utilizzato, a suo tempo, per dare rifugio a Bernardo Provenzano nell’ultimo periodo della sua latitanza. La società GAMAC ha così registrato una crescita esponenziale, arrivando a fatturare oltre 80 milioni di euro nel 2019.

Il maxi sequestro ha riguardato, oltre all’intero compendio aziendale e delle quote sociali anche 7 immobili tra una lussuosa villa, 61 rapporti bancari e 5 polizze assicurative; 16 autovetture, tra cui 2 Porsche Macan.