Scoperta Necropoli a Marsala con camere inviolate

Straordinario rinvenimento in via Alcide De Gasperi a Marsala durante gli scavi per il rifacimento della rete fognaria. Grazie ai lavori di scavamento infatti, sono state ritrovate e portate alla luce, resti di due camere ipogee inviolate. Dei veri e propri sotterranei contenenti il corredo funerario e resti di corpi seppelliti. Le camere sono state rinvenute ad una profondità che va dai cinque agli otto metri rispetto al livello della strada. Il primo ipogeo, presumibilmente databile, da una prima indagine, intorno alla metà del IV secolo a.C., Le due camere funerarie sono di forma quadrangolare di circa quattro metri quadri. Proprio lì sono stati rinvenuti i resti di cinque corpi inumati, tre adulti e due bambini, con il relativo corredo funerario costituito da alcuni vasi e piccoli oggetti in metallo databili alla metà del IV secolo a.C. circa. Il secondo ipogeo, con grande ambiente di forma rettangolare sembra essere il risultato dell’ampliamento e dell’unione, effettuati in epoca romana (intorno al II secolo d.C.), di preesistenti sepolture puniche del IV-III secolo a.C. Questo secondo ipogeo presenta una serie di sepolture ricavate lungo le pareti: in particolare si sono rinvenute sei tombe a cassettone, otto loculi e otto nicchie quadrangolari. Il rinvenimento, al loro interno, di materiale ceramico e di lucerne figurate e con bolli, oltre che di diversi inumati, lascia pensare ad un utilizzo dal II al IV/V secolo d.C. con una prima fase di culto giudaico e una seconda cristiana.

“Quella di Marsala è una scoperta dall’altissimo valore archeologico – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Aberto Samonà – e ci regala l’occasione per ribadire quanto vasto e meraviglioso sia il patrimonio nascosto nel sottosuolo. L’attività di scavo preventivo, realizzata in tutta la Sicilia sotto la vigilanza delle Soprintendenze dei Beni culturali, ci ha consegnato negli ultimi mesi straordinari ritrovamenti, confermando quanto importante sia il controllo del territorio soprattutto nella fase di indagine che precede la realizzazione delle opere edili. Le scoperte di Marsala, sulle quali sono in corso i necessari approfondimenti, ci consegnano tasselli inediti di un territorio che ha ancora moltissimo da aggiungere alla ricostruzione della nostra storia. Al Governo regionale che rappresento – dice ancora l’assessore Samonà – il compito di creare le condizioni perchè questi ritrovamenti non siano il momento conclusivo di un’attività ma rappresentino la prima pagina di un nuovo libro che valorizzi la storia e l’identità dei luoghi”. Insomma, Marsala, dopo le tombe rinvenute, sempre in via Alcide De Gaspari,  nel novembre 2020, continua a donare meravigliose scoperte di un passato, che parla di Sicilia e della storia, quella dei siciliani, di un tempo lontano.