Sciopero lavoratori Ato Tp2: emergenza rifiuti in 11 comuni

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È esplosa la protesta dei lavoratori dell’Ato Belice Ambiente che dallo scorso aprile non percepiscono lo stipendio, compresa la quattordicesima mensilità. In circa 350 hanno deciso di incrociare le braccia radunandosi a Santa Ninfa nella sede della società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in undici comuni della Valle del Belice. Alla base del mancato pagamento degli stipendi le inadempienze dei Comuni che, ad oggi, non hanno versato all’Ato Tp2 le somme dovute per il servizio. Tra i comuni inadempienti, fa sapere la Funzione pubblica CGIL, ci sono anche le amministrazioni capofila di Mazara del Vallo e Castelvetrano che – rispetto al prospetto fornito, nel corso di un incontro in prefettura, dal commissario straordinario della Belice Ambiente Sonia Alfano – hanno rispettivamente un debito per fatture mai liquidate di 3 milioni e mezzo e circa 4 milioni di euro. C’è forte preoccupazione anche per i pignoramenti che continuano ad arrivare da parte dei fornitori alla società. «Il rischio – ha detto il segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil Vincenzo Milazzo – è che la società vada in default. Rivolgiamo un appello ai Comuni debitori e alla Belice Ambiente affinché trovino una soluzione per assicurare le retribuzioni ai dipendenti». Intanto la Funzione pubblica Cgil, insieme alla Cisl e alla Uil, ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Trapani. Il Sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, si dice fortemente preoccupato «per gli esiti della vicenda che ormai da mesi sta mettendo in ginocchio il territorio sia dal punto di vista igienico-sanitario sia dal punto di vista dell’immagine, alimentando al contempo forti tensioni sociali: «Se da un lato – dichiara Castiglione – si comprendono le ragioni che hanno portato gli operai della Belice Ambiente a scioperare, dall’altro si contestano le modalità con cui è stata portata avanti la protesta, senza dare la possibilità ai comuni di organizzarsi in via sostitutiva. La situazione è ormai drammatica, tra l’altro, anche a causa del fatto che i cittadini non pagano la TIA».

«Salemi non può pagare le colpe dei grandi Comuni» dice il sindaco di Salemi Domenico Venuti», che aggiunge: «Stiamo facendo di tutto per evitare il collasso – ma la situazione è ormai insostenibile. Il Comune di Salemi nelle scorse ore ha svolto il proprio dovere, eseguendo un mandato di pagamento in favore dell’Ato, ma la stessa cosa non avviene da parte di altre amministrazioni». Intanto il Consiglio comunale di Salemi ha approvato a maggioranza il Piano di intervento rifiuti, contenuto in una delibera di giunta, che manifesta la volontà dell’amministrazione comunale di puntare tutto sulla raccolta differenziata e su una gestione oculata ed economicamente sostenibile del servizio. «Dopo anni in cui non si è fatto nulla, oggi il Comune di Salemi è pronto a voltare pagina e a fare la propria parte sui rifiuti – dice Venuti – ma tutto è subordinato al superamento dell’attuale situazione legata all’Ato Belice Ambiente, in cui si registrano ancora oggi notevoli problemi».