Sbarco di migranti nel 2019, a processo marsalese di 63 anni

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Con questa accusa sarà processato davanti il Tribunale di Trapani, prima udienza il 14 settembre, il 63enne marsalese Antonino Scarpitta. Lo sbarco di migranti contestato all’uomo, difeso dall’avvocato Vito Cimiotta.  è quello avvenuto sull’isola di Marettimo il 18 aprile del 2019.

Scarpitta, residente a Petrosino, è accusato di avere effettuato il trasporto via mare di sette tunisini di età compresa tra i 20 e i 42 anni che dovranno rispondere, aloro volta, di ingresso irregolare sul territorio dello Stato italiano. Anche per loro la procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio, ma il gup si è visto costretto a stralciare la loro posizione in quanto i sette nordafricani risultano irreperibili.

Insomma, hanno fatto perdere le loro tracce e probabilmente, hanno deciso di cercare fortuna in qualche altro Paese europeo. L’indagine, che non è sfociata in alcuna misura cautelare, è stata condotta dai carabinieri di Favignana. Diversi sono stati, a Marettimo, gli sbarchi di migranti tra il 2010 e il 2020. Di solito, sono arrivati a piccoli gruppi ma nell’agosto 2011, su una precaria imbarcazione in legno lunga nove metri, arrivarono ben 33 libici, che per alcune ore vagarono per le strade del piccolo borgo marinaro, prima di essere presi in consegna dai carabinieri e dagli uomini della capitaneria di porto.

Ai militari dell’Arma raccontarono di essere tutti originari della Libia e di essere partiti tre giorni prima dal porto di Bengasi.