Romeno morì sul lavoro a Castellammare del Golfo. Ipotesi di omicidio colposo per un quarto indagato

Una vicenda giudiziaria complessa che ruota attorno al tragico incidente sul  lavoro in cui perse la vita il romeno Francis Paulet di 36 anni. La disgrazia nell’estate di tre anni fa durante i lavori per realizzare un muro attorno ad una casa di villeggiatura. Francis Paulet e il fratello Daniel,  rimase gravemente ferito e porterà  per sempre i segni sul suo corpo. Furono colpiti entrambi dal braccio di una gru.

Daniel è costretto a vivere su una sedia a rotelle e necessità di continua assistenza. Tre gli indagati per i quali sarà celebrata l’udienza preliminare il prossimo tre giugno nei confronti dei quali si ipotizza il reato di omicidio colposo. Ora c’è un quarto indagato per lo stesso reato. Si tratta di Giovanni Safina, titolare della casa di villeggiatura. Il pubblico ministero per Safina e altri tre aveva chiesto l’archiviazione, alla quale si sono opposti gli avvocati Damiano Ciacio e Claudio Messina, che difendono famigliari costituitisi parte civile.

Per il prossimo tre giugno davanti al gip per l’eventuale rinvio a giudizio per omicidio colposo compariranno gli alcamesi  Pietro Agnello, che manovrava  l’autopompa, Giovanni  Renda, che lavora in un’azienda di calcestruzzo e Gaetano Palmeri, alcamese, insegnante di educazione fisica in pensione che vive a Castellammare. Per i tre anche il reato di lesioni. Ora c’è un quarto indagato per omicidio colposo.  L’incidente si verificò nella contrada Gagliardetta di Castellammare. Quella dei fratelli Paulet, entrambi definiti grandi lavoratori, è una storia di emigrazione.

Di una famiglia romena che aveva scelto Alcamo per lavorare. Francis Paulet, allora 36 anni, perse la vita sul colpo. Il fratello Daniel rimase gravemente ferito. Francesi Paulet, viveva con moglie e due figli, il maschietto era nato da appena un mese nella via Porta Palermo. Frequentavano la parrocchia di San Francesco D’Assisi dove la vedova va spesso a seguire le funzioni religiose e alla quale i fedeli continuano a non fare mancare solidarietà e affetto. La comunità romena di Alcamo e Castellammare si mobilitò anche con una raccolta fondi per consentire di trasportare la bara contenente i resti di Francis Paulet in Romania.

La moglie, assistita dall’avvocato Niclo Solina, è rimasta a vivere ad Alcamo. Intanto si è costituita  come responsabile civile l’assicurazione chiamata in causa dai familiari dei due romeni. Per gli imputati l’accoglimento da parte del giudice è importante perché in caso di condanna pagherebbe l’assicurazione. La prossima udienza è stata fissata per il tre giugno. I tre indagati sono assistiti dagli avvocati Francesco Galati, Maurizio Lo Presi e Vincenzo Catanzaro. Giovanni Safina è difeso dall’avvocato Ernesto leone.