Depuratore consortile argomento dell’incontro che si è svolto nell’aula consiliare di Cinisi. Scatta la mobilitazione contro il progetto del depuratore consortile di Carini. L’incontro, organizzato dai consiglieri di Cinisi Giuseppe Manzella e Marina Maltese, ha registrato una massiccia presenza di amministratori provenienti da diversi Comuni del comprensorio. Unanime il coro di “no”. Durante la riunione, Giuseppe Manzella ha letto un documento col quale ha ribadito la posizione dei promotori: l’unica strada ritenuta sostenibile è l’adeguamento e il potenziamento del depuratore di Cinisi.
Secondo gli organizzatori, questa soluzione è più funzionale, meno costosa e più rispettosa dell’ambiente rispetto al progetto regionale che prevede il convogliamento degli scarichi verso Carini tramite una lunga dorsale fognaria. Alla riunione hanno preso parte numerosi amministratori. Per Isola delle Femmine erano presenti il sindaco Orazio Nevoloso, il presidente del Consiglio Piero Rappa, gli assessori Maria Grazia Puccio ed Enzo Dionisi, e i consiglieri Giuseppe Pagano, Giuseppe Rubino e Rossella Puccio. Per Torretta è intervenuta la presidente del Consiglio, Silvia Di Maggio. Da Terrasini hanno partecipato il vicesindaco Fabio Viviano e il consigliere comunale Ciccio Perna. Numerosa la delegazione di Cinisi, con la sindaca Vera Abbate, la presidente del Consiglio Antonina Candido e i consiglieri Mimmo Scrivano, Salvatore Bartolotta, Salvatore Catalano, Gianvito Gaglio, Rosalia Passalacqua, Nunzio Vitale e Margherita Cusumano. Presenti anche Carini, con il presidente del Consiglio Lorenzo Fiorello, Totò Sgroi, Salvatore Amato e Serafina Lo Piccolo, e Capaci, con i consiglieri Salvatore Puccio, Michele Guastella e Giuseppe Siino. Unico Comune ad aver confermato la volontà di proseguire con il progetto del depuratore consortile è Terrasini, tramite il sindaco Giosuè Maniaci, che però non era presente all’incontro.
Il dibattito di ieri si inserisce in una vicenda che va avanti da settimane. Il consiglio comunale di Cinisi, infatti, ha approvato una mozione con cui aveva espresso la propria contrarietà al progetto del collettore unico. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’impatto ambientale: la nuova dorsale, lunga circa 18 chilometri, convoglierebbe gli scarichi di sei Comuni verso l’impianto di Carini, con il rischio – secondo tecnici e amministratori – di scarichi a mare e conseguenti danni alla balneabilità e al turismo.