Rifiuti organici, “Polo” non proprio vicino. Sito non di proprietà e guerra dei creditori

Con toni trionfalistici la Regione Siciliana e, nel trapanese, il capogruppo UDC all’ARS, la marsalese Eleonora Lo Curto, hanno annunciato la riattivazione dell’autorizzazione per rimettere in funzione il Polo Tecnologico di Castelvetrano, per la parte relativa al trattamento dei rifiuti organici. Un passo importante e decisivo per abbattere i costi che tanti comuni devono affrontare per trasportare l’organico anche in alta Italia.

I tempi e l’iter non appaiono però così semplici come qualche politico vorrebbe far credere dicendo addirittura che l’impianto potrebbe riprendere a funzionare entro la fine del mese di agosto. Intanto il decreto dell’assessorato regionale, diramato il 7 luglio scorso, dispone il rinnovo dell’autorizzazione dopo la voltura del sito dalla fallita Belice Ambiente alla Trapani Servizi. Quest’ultima, sempre in base allo stesso decreto, avrà tempo un mese dalla notifica per produrre le garanzie finanziarie aggiornate agli indici ISTAT. Si arriva così già a ferragosto.

Il Polo Tecnologico di Castelvterano dovrebbe poi consentire un conferimento per 11 mesi, non appena entrato in funzione, di non più di 100 tonnellate al giorno. Alla luce dei costi che bisognerà affrontare per acquistare strutture mobili e tutto ciò che serve alla lavorazione dell’organico, non è detto che l’attività possa essere economicamente conveniente per la Trapani Servizi, società pubblica di riferimento del comune capoluogo.

Ma ci sono altri aspetti che potrebbero ulteriormente rallentare il raggiungimento dell’obbiettivo da parte della Regione. L’autorizzazione per il Polo Tecnologico di Castelvetrano apparteneva alla Belice Ambiente, ATO fallito e che ha procurato un buco di oltre 170 milioni di euro e tantissimi creditori. La curatela fallimentare ha inoltre messo in vendita il sito e quello che rimane delle strutture. Finora però le aste sono andate sempre deserte.

Proprio i creditori potrebbero essere un altro problema. Il presidente dell’apposito comitato, l’alcamese Vincenzo D’Angelo, ha già preannunciato ricorso e quindi la volontà di impugnare l’autorizzazione che dovrebbe rimettere in funzione il sito di Castelvetrano. Il comitato chiede quindi garanzie sul recupero dei crediti e ritiene che non sia lecito che la Regione riavvii il sito prima di fornire certezze economiche ai creditori della Belice Ambiente. Su quegli impianti, infatti, graverebbero notevoli ipoteche di primo, secondo e terzo grado da parte di società private e pubbliche. Come’è possibile quindi rimetterlo in funzione? Fra l’altro la Regione, senza avere la disponibilità del sito,– ha messo per iscritto l’imprenditore alcamese die rifiuti, Vincenzo D’Angelo – ha affidato polo tecnologico e subentro sulle autorizzazioni alla società Trapani Servizi spa”.