Rifiuti, ordinanze sindaci di Alcamo, Castellammare e Calatafimi: “Differenziato da trattenere in casa”

Niente indifferenziato fuori dalla porta per tutta la settimana. Questo quanto hanno ordinato i sindaci di Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi ed altri colleghi del trapanese che a partire da oggi, e non si sa ancora per quanto tempo, non potranno disporre di alcuna discarica per conferire l’Rsu. Stesso problema in cui si trova invischiato Partinico, con la differenza che qui non si fa raccolta differenziata: motivo per cui l’emergenza ai presenta con connotati anche ben più gravi. Problema sorto con la saturazione della discarica di Trapani, dove questi Comuni erano stati autorizzati temporaneamente a scaricare dopo le chiusure di altri siti siciliani. Per i cittadini di tutta la provincia trapanese le ordinanze sono identiche, da Alcamo sino a Marsala.

Il malumore sale rispetto a questa decisione delle amministrazioni comunali, specie ad Alcamo. Qualcuno attraverso i social network ha paventato l’ipotesi di organizzare una manifestazione di protesta e di buttare i sacchi dell’indifferenziato davanti al municipio. Il problema essenziale è che quasi certamente non arriveranno risposte da qui alle prossime ore dalla Regione, che in tema di rifiuti già da qualche giorno ha dichiarato al governo nazionale lo stato di emergenza in attesa di un sostegno che possa arrivare dal premier Renzi. Oggi è programmato un incontro al dipartimento Acque e Rifiuti della Regione, domani l’assessore regionale sarà personalmente a Roma proprio per avere quelle necessarie risposte per uscire fuori dall’emergenza. Intanto per le zone di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatifimi si potrà tamponare e proprio per questo si chiede la buona volontà dei cittadini e la loro comprensione, dal momento che in questui territori oramai la quota di indifferenziato è del 50 per cento. Per ridurre proprio questa quota è stata data disposizione che si potranno differenziare nella plastica anche i piatti e i bicchieri usa e getta, se opportunamente lavati.

A Partinico si preannunciano invece tempi durissimi. Qui la raccolta porta a porta non è programmato attraverso il differenziato, quindi tutto il rifiuto prodotto è sostanzialmente Rsu. Ciò significa che le 40 tonnellate di immondizia giornaliere sono del tutto rifiuto da portare in discarica. Se non si risolverà in fretta il problema la città rischia di ritrovarsi, come spesso è accaduto negli ultimi anni, inondata di rifiuti. L’unica soluzione nell’immediato ipotizzata è quella di dirottare questi Comuni nelle discariche del trapanese ma ancora l’autorizzazione non è arrivata.