Rifiuti, ordinanza Surdi fa lievitare i costi. Sanzione da 500 euro per ogni camion che scarica

L’emergenza pian pianino sta rientrando ma Alcamo rimane sempre sporca, almeno rispetto a qualche anno fa, e con una percentuale di differenziata che ha raggiunto la maglia nera in Sicilia, circa il 23 per cento. Una discesa costante partita con i problemi in Sicilia alle piattaforme di smaltimento e poi  precipitata con l’ordinanza del sindaco Domenico Surdi che esattamente sei mesi fa ha disposto, senza più tornare indietro, l’esposizione di RSU ed organico in contemporanea e quindi la raccolta unica delle due frazioni di rifiuti.

Il fatto che l’amministrazione comunale di Alcamo non riesce ancora a trovare piattaforme specializzate per il conferimento dell’organico sta comportando anche un incremento abbastanza sostanzioso nei costi del servizio. Quando infatti un autocompattatore porta in discarica rifiuti difformi, in questo caso l’RSU che comprende anche l’organico, la ditta che gestisce l’impianto deve applicare le sanzioni previste dalle norme regionali. Si tratta di 500 euro a camion che poi la D’Angelo srl, l’azienda di contrada Citrolo-Vallone Monaco, deve versare alla Regione. Calcolando che mediamente arrivano a scaricare 4 automezzi al giorno, i costi aggiuntivi al servizio, per un mese (22 giorni di raccolta effettiva) ammontano a 44.000 euro. Cifra che va poi moltiplicata per 6 mesi, il periodo trascorso dalla firma dell’ordinanza ad oggi, e siamo già arrivati 264.000 euro.

A queste somme va poi aggiunta la differenza per lo smaltimento di RSU ed organico: più caro a tonnellata il primo, rispetto al secondo anche se negli ultimi tempi, con i problemi agli impianti siciliani, le due somme si sono quasi equiparate. Andando avanti di questo passo fino al termine del 2019, soltanto guardando a questi aspetti, la spesa del servizio di raccolta dei rifiuti potrebbe chiudere con un aumento complessivo di circa 400.000 euro che, come prevedono le leggi, devono essere coperti dal pagamento della TARI. Insomma il nuovo buco sarà spalmato sulle tasche degli alcamesi. E mentre ad Alcamo la differenziata cola a picco, in zona si registrano nuovi record positivi. Nella vicina e piccola Montelepre, ad esempio, si festeggia il raggiungimento dell’85 per cento.