Rifiuti, altri due mesi di proroga. Il comune di Alcamo rimpingua ancora la spesa

Le scelte in materia di gestione dei rifiuti ad Alcamo e soprattutto la nota ordinanza di un anno fa del sindaco Surdi che aveva disposto lo stop alla differenziazione in città dell’umido dall’RSU, provvedimento che doveva essere soltanto straordinario e temporaneo, costringono il comune a rimpinguare costantemente i fondi pianificati per il servizio. Per il mese in corso e per quello di maggio la direzione 2 ha richiesto e ottenuto altri 250.000 di integrazione.

Intanto la raccolta porta è stata prorogata per l’ennesima volta all’Energeticambiente che la effettuerà fino al 31 maggio. A fine marzo, invece, sarebbe dovuta subentrare la Mirto Comedil, la ditta che era stata estromessa per problemi con l’interdittiva antimafia della prefettura e che era giunta seconda in quell’appalto-ponte vinto dalla Tekra, poi rinunciataria.

Il nuovo rinnovo con Energeticambinete, azienda che gestisce il servizio ad Alcamo da oltre un decennio e di proroga in proroga, si era reso necessario per l’impossibilità a trasferire il servizio alla nuova ditta. In pratica l’emergenza coronavirus non ha ancora permesso di dar vita agli incontri, convocati dal prefetto Ricciardi, necessari a trovare un’intesa fra ditta e sindacati sul futuro dei 110 lavoratori finora impegnati ad Alcamo nella raccolta dei rifiuti.

Il nocciolo della questione è sempre lo stesso: anche l’ATI Mirto Comedil, così come aveva pure ipotizzato la Tekra, ritiene eccessiva tale quantità di personale. La nuova ditta ha proposto, per rientrare nei costi stabiliti dall’appalto, la riduzione dell’orario di lavoro di ogni operatore. Quindi nessun licenziamento ma stipendi fortemente decurtati.

L’attuale emergenza ha anche rallentato l’assegnazione del nuovo appalto settennale alla cui gara ha partecipato soltanto la Ciclat Ambiente di Ravenna. La ditta, qualora dovesse avere tutte le carte in regola, sarà quindi incaricata della raccolta dei rifiuti ad Alcamo per i prossimi sette anni ma a partire da quando non è dato ancora saperlo.