Rifiuti, Alcamo e Castellammare tornano a Siculiana

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Il grido d’allarme dei sindaci del trapanese è stato raccolto: si torna a conferire i rifiuti in provincia di Agrigento. Tra i beneficiari rientrano i Comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi che, insieme a quelli del comprensorio ericino e del marsalese, sono stati autorizzati a scaricare a Siculiana. Provvedimento che si è potuto concretizzare per effetto della riapertura della discarica di Siculiana: in questo modo si chiude la parentesi catanese, dovuta all’emergenza rifiuti che si era determinata con la chiusura non soltanto di Siculiana ma anche della saturazione della discarica di Trapani. C’è il decreto del dirigente regionale dell’Assessorato all’Energia Domenico Armenio (dipartimento dell’acqua e dei rifiuti) ad autorizzare i Comuni trapanesi a tornare a conferire i loro rifiuti nell’impianto agrigentino gestito dalla società “Catanzaro Costruzioni srl”. L’autorizzazione è stata rilasciata fino al prossimo 30 giugno. Per il sindaco di Valderice, presidente della Srr “Trapani Nord”, società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in buona parte del territorio provinciale, si tratta di “una buona notizia perché consente di ridurre gli effetti negativi ed i problemi che aveva creato il conferimento dei rifiuti nella discarica di Catania. Rimane tuttavia da affrontare la questione rifiuti nel suo complesso. La stessa autorizzazione a conferire a Siculiana ha un termine relativamente breve. C’è dunque da augurarsi che in questo lasso di tempo il governo regionale possa trovare una soluzione che si in grado di poter superare la logica dell’emergenza”. Resta da capire se esistono gli spiragli in Sicilia per uscire da questa crisi: intanto, nell’ottica dell’emergenza a breve termine, il problema è stato superato. Proprio nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente del Comune di Alcamo, Salvatore Cusumano, aveva ammesso di essere preoccupato per il fatto che nonostante l’imminente riapertura di Siculiana la Regione non aveva ancora emanato alcun provvedimento di autorizzazione a tornare a conferire rifiuti nel sito agrigentino. Secondo i calcoli dell’ufficio Ambiente ad Alcamo un anno di trasporto a Catania sarebbe costato all’incirca il 15 per cento in più rispetto a quando si trasportava invece il rifiuto a Siculiana, vale a dire in soldoni qualcosa come un milione di euro. L’assessore Cusumano aveva già preannunciato battaglia sotto questo aspetto, sostenendo che questi maggiori costi non sarebbero stati addebitati sulle spalle dei cittadini. Ora è arrivato questo atteso decreto e quindi rientra anche questa polemica. Il problema però è che a breve potrebbero saturarsi altre discariche nel frattempo in Sicilia e allora tornerebbe lo stato di crisi. La paura dell’emergenza non è affatto stata lasciata completamente dietro le spalle.