Rientro in giunta di Vito Lombardo. Opposizione: “Assessorato di Cittadinanza”

“Questo modo familiare di gestire la cosa pubblica è assolutamente insopportabile e lo stesso Movimento 5 Stelle, un tempo non molto lontano, non avrebbe esitato a bollarlo come una vergognosa azione di retaggio della vecchia politica”. Lo sostengono e lo mettono per iscritto in una nota-stampa sette consiglieri comunali alcamesi riferendosi al ritorno in giunta di Vito Lombardo. L’esponente pentastellato, fedelissimo del sindaco Surdi, si era dimesso per candidarsi all’ARS ma poi il comitato dei saggi si era accorto che l’operazione non fosse consentita dallo statuto dello stesso partito.

I consiglieri Cassarà, Grillo, Stabile, Caldarella, Di Giovanni, Ferrarella e Parrino ritengono inoltre che tale re-investitura risponda a un solo principio cioè quello dell’appartenenza al ‘cerchio magico’ che premia la vicinanza politica o peggio il debito politico. Pur comprendendo tutte le ragioni umane – si legge nella nota-stampa – che hanno determinato la decisione di ridare nuovamente l’assessorato a Vito Lombardo, non si possono invece rilevare meriti nell’attività pregressa dello stesso assessore.

I sette consiglieri comunali alcamese anzi definiscono deludente l’azione politica di Lombardo in un settore così delicato e vitale per la città quale appunto il servizio idrico integrato. Insomma il ritorno in giunta non sarebbe supportato da particolari meriti politici o pertinenti professionalità e capacità nello specifico ambito ritornato nelle mani del rientrante assessore. Il sospetto sorge spontaneo – concludono amaramente e ironicamente Cassarà, Grillo, Stabile, Caldarella, Di Giovanni, Ferrarella e Parrino: “Insomma possiamo dire che nella città di Alcamo, oltre al reddito di cittadinanza si assegnano anche ‘assessorati di cittadinanza’ per esclusi e delusi’.