Riassegnazione deleghe, opposizione ormai ridotta a presenza formale

Arrivate finalmente le deleghe per il neo assessore Epifanio Bonventre, 61 anni, ex capogruppo dell’opposizione e figura storica della politica locale. Nominato il 24 dicembre, si occuperà di personale, bilancio, tributi e rapporti con le istituzioni. La riassegnazione delle deleghe coinvolge tutta la giunta. La vicepresidente Lorena Di Gregorio – già Assessore ai Lavori Pubblici nella giunta dell’ex sindaco Rizzo e poi eletta nella lista Fausto all’ultima tornata elettorale- mantiene ambiente, Suap, informatizzazione, digitalizzazione e rapporti con il consiglio, aggiungendo urbanistica, pubblica istruzione e patrimonio. Giovanni D’Aguanno, dopo aver lasciato il posto di consigliere, mantiene cultura, sport, politiche giovanili, lavori pubblici, rapporti con le frazioni e politiche comunitarie, a cui si aggiungono turismo e spettacolo, deleghe precedentemente trattenute dal sindaco dopo le dimissioni dell’ex assessore Mariella Caleca. Giovanni Todaro conserva servizi sociali, pari opportunità, contenzioso, rapporti legali, demografici e randagismo, mentre Giovanni Ciufia mantiene polizia municipale e protezione civile. Il neo assessore Bonventre, eletto nel 2023 con la lista Oltre – Rizzo Sindaco e già assessore in una precedente amministrazione Ancona, oltre a portare esperienza e peso politico, accentua la frattura con la minoranza. Bonventre e Di Gregorio restano i due assessori in consiglio comunale -come previsto dalla normativa- e subentra al posto lasciato da Giovanni D’Aguanno, che pure alle elezioni aveva ottenuto un ampio consenso- 426 preferenze-, Antonio Como, anch’egli della lista di sostegno a Fausto. Tutte mosse che sollevano diversi interrogativi sugli equilibri futuri del consiglio comunale e sulle strategie politiche della città: oltre a essere un test di stabilità per la maggioranza, evidenziano ancora una volta come l’opposizione residua sia ormai ridotta a una presenza formale, privata di reale capacità di incidere sulle scelte dell’amministrazione, oltre che generare perplessità nella cittadinanza su quanto siano davvero rilevanti le preferenze espresse dall’elettorato. Nicola Rizzo in un’intervista rilasciata alla nostra emittente si dichiara amareggiato proprio su questo ambito, la fiducia già esigua dei cittadini nelle istituzioni, tra cambi di statuto, dimissioni e cambi di poltrona, sembra ridotta a lumicino.