Giovanni Caronna, 49 anni, imprenditore di Partinico con interessi nelle vicine città tra cui Alcamo, è tornato libero. Ieri pomeriggio il Tribunale del Riesame ha disposto l’immediata revoca dei domiciliari per l’imprenditore partinicese, arrestato il 4 luglio con l’accusa di caporalato. Il provvedimento, eseguito con urgenza poiché: “Non c’erano esigenze cautelari che rendessero necessaria questa misura”, dichiara il suo avvocato.
Caronna, titolare della “Giulia S.r.l.” con sede a Partinico – attualmente unica azienda sottoposta a vincoli – e di alcuni negozi della catena Expert, era finito nel mirino della Guardia di Finanza per presunte condizioni di sfruttamento nei confronti di decine di dipendenti impiegati nei suoi punti vendita fra Alcamo, Partinico, Carini e Castellammare del Golfo. Le fiamme gialle avevano disposto per Caronna anche il sequestro da 100 mila euro, pari al profitto che avrebbe ottenuto dal reato contestato. Ma per la difesa il quadro emerso inizialmente è stato gonfiato: “Tutto è nato da un esposto anonimo” – spiegano i legali.
Nessuna misura cautelare e nessun vincolo invece per l’alcamese Maurizio Giuseppe Genna, inizialmente co-indagato in quanto socio in una delle aziende coinvolte, la Expert di Alcamo della via Madonna del Riposo. “Per il mio assistito esclusa subito ogni implicazione nel reato di caporalato tanto che sia il Pm che il Gip non hanno disposto alcun provvedimento” dichiara il difensore Francesco Galati.
Il Tribunale ha anche disposto il commissariamento della Giulia S.r.l., “scelta positiva” secondo la difesa di Caronna, perché permetterà di accertare i fatti “senza distorsioni”. Al centro del fascicolo l’articolo 603 bis del codice penale, norma nata per contrastare il caporalato nelle campagne e tutelare migranti sfruttati. Le motivazioni della revoca degli arresti domiciliari saranno depositate tra 45 giorni e non è stata ancora fissata una data per la prossima udienza. Il percorso verso la verità giudiziaria si annuncia ancora lungo.