“Questo non è un accordo. È la certificazione dell’abbandono di un intero territorio.” Con queste parole il deputato regionale del Partito democratico Dario Safina boccia il piano di riordino della rete ospedaliera presentato dalla Regione Siciliana, che negli ultimi giorni ha suscitato polemiche e un acceso dibattito pubblico. Secondo Safina il documento presentato non solo non risolve le criticità più urgenti, ma ignora le reali esigenze della provincia di Trapani. L’esponente del Pd denuncia in particolare tre gravi criticità: Pantelleria, Trapani e Castelvetrano. A Pantelleria, la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia viene definita “un atto gravissimo”.
Secondo Safina, tale decisione rischia di abbandonare le future mamme in un momento delicato della loro vita e di creare difficoltà insormontabili per chi dovrebbe ricevere cure e assistenza in loco. A Trapani, oggetto di contestazione sono i 18 posti letto di terapia sub-intensiva destinati al nuovo reparto di radioterapia presso l’ospedale Sant’Antonio Abate. Su Castelvetrano, Safina esprime il suo giudizio più duro: la cancellazione del reparto di urologia oncologica, indicato fino a poco tempo fa come riferimento per l’intera Sicilia occidentale, rappresenterebbe secondo lui “un affronto non solo ai professionisti che vi lavorano, ma ai pazienti che vi si curano ogni giorno”. Safina parla di silenzio e inerzia da parte delle istituzioni, e di un’intera comunità lasciata senza risposte. E in tema di strutture è caduta nel silenzio la ultradecennale vicenda legata alla costruzione del nuovo ospedale alla quale gli alcamesi non credono da tempo. Fino ad oggi ad Alcamo solo passerelle di politici e sindacalisti, consigli comunali aperti che lasciano strascichi di chiacchiere nonostante le buone intenzioni. E pendendo in prestito un vecchio slogan “la gente vuole fatti e non parole”.