Regione: terapia innovativa per il cancro al pancreas, ma non in Sicilia.

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Grazie alla ricerca scientifica oggi  i malati affetti da cancro al pancreas hanno una speranza in più di sopravvivenza. Il farmaco si chiama Nab- Paclitaxel e viene impiegato nella terapia antitumorale in alcuni ospedali del Nord Italia e dell’Europa.  E’ stata l’Unione Europa, visti i positivi risultati, a dare l’ok al suo utilizzo, in anticipo rispetto ai tempi, lunghi, della sperimentazione. In Sicilia, purtroppo, non è ancora possibile sottoporsi a questa cura. Un diritto alla salute negato ai siciliani e soprattutto a quei malati impossibilitati, per varie ragioni, a viaggiare.

Daniela Virgilio, responsabile del settore sanità in Sicilia, del Partito Socialista Italiano, assieme al deputato questore all’Ars on. Nino Oddo, si è fatta promotrice di un incontro, che si svolgerà il prossimo 10 ottobre,  tra  l’Assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino ed il professor Gianpaolo Tortora,  direttore dell’unità di oncologia medica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. “L’incontro avrà una doppia valenza- sottolinea Daniela Virgilio-, sarà un’importante occasione per approfondire la materia e conoscere i risultati prodotti da questa terapia innovativa nelle altre regioni d’Italia, e per fare un’attenta valutazione in ordine alla possibilità di utilizzo del farmaco nei nosocomi dell’isola”.

Secondo fonti mediche, le cure avviate con  il medicinale innovativo hanno dato effetti positivi, anche quando  il trattamento di prima linea e la terapia convenzionale non avevano prodotto i risultati sperati.

Da tempo il farmaco, legato all’albumina, viene utilizzato a  livello europeo nella cura del carcinoma mammario metastatico e, secondo gli esperti, può essere valido anche per altri casi, come il carcinoma pancreatico.  I ricercatori hanno constatato che il farmaco  blocca la proliferazione delle cellule neoplastiche e rallenta o arresta temporaneamente la crescita della neoplasia.

“Garantire ai siciliani le stesse cure oncologiche che vengono somministrate nel resto d’Italia e d’Europa è la priorità che,   mi sono prefissata – spiega Daniela Virgilio-.  Non solo perché ho vissuto il cancro in prima persona e nella mia famiglia, ma perché da cittadina siciliana ritengo che sia arrivato il momento di dire basta ad un sistema che spesso non è in grado di assicurare neanche i diritti essenziali. La ricerca scientifica ha riacceso la speranza e le Istituzioni   non si possono permettere di spegnerla”.