Recuperati resti del peschereccio scomparso. Nessuna notizia del terzo naufrago

TERRASINI – Un palangaro e un’ancora sono stati rinvenuti nel pomeriggio di ieri da due motopesca della marineria di Isola delle Femmine. Potrebbero appartenere al peschereccio ‘Nuova Iside’ scomparso in mare tra martedì e mercoledì della scorsa settimana. Continuano le ricerche di capitaneria, aeronautica e marinerie nel tratto di mare da San Vito Lo Capo e l’isola di Ustica dove si sono perse le tracce dei tre pescatori di Terrasini.

Più che il relitto si cerca disperatamente di recuperare il corpo di Vito Lo Iacono, 27 anni, il più giovane dei tre, l’ultimo dei componenti dell’equipaggio di cui ancora non si hanno tracce. Sabato è stato ritrovato il corpo del padre, Matteo Lo Iacono, di 53 anni, mentre giovedì scorso quello di Giuseppe Lo Iacono di 34 anni, sempre nel mare di Ustica. In tutte e due le occasioni, durante i funerali, il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, ha proclamato il lutto cittadino.

Intanto vanno avanti anche le indagini per capire cosa possa essere accaduto al motopesca ‘Nuova Iside’ che era uscito i mare per una battuta di pesca di pescespada. La sera della scomparsa c’era parecchio vento ma non tale da creare problemi ai pescherecci in navigazione. Il mare, forza 3, non è certamente un problema per marinai esperti. Le indagini puntano quindi verso un possibile speronamento che abbia poi fatto affondare il Nuova Iside. Si stanno analizzando le rote dello A.I.S. il sistema che traccia gli spostamenti e le velocità di tutti i natanti. Pare che però, dai primi controlli, nessuna traccia apparirebbe accanto a quella del motopesca scomparso. Questo, però, non escluderebbe nulla perché talvolta qualche inghippo nello AIS può anche capitare.

Di certo i tre pescatori di Terrasini non hanno avuto il tempo e il modo di tentare di mettersi in salvo e lanciare l’SOS. E dire che erano uomini di mare molto esperti. Un vero e proprio mistero che rende ancora più amara l’enorme tragedia.