Ragazzo di 13 anni si perde nel bosco di Angimbè, lo salva il 112 e il Soccorso Alpino

Una passeggiata in bicicletta nel verde si è trasformata in ore di paura per un ragazzino di 13 anni di Calatafimi, che nella serata di ieri si è perso all’interno del Bosco di Angimbè, la vasta area naturale con una superficie di circa 213 ettari tra Calatafimi e Segesta. Il giovane era uscito nel primo pomeriggio con la sua mountain bike, ma poco prima del tramonto, la catena della bici si era rotta, impedendogli di rientrare in casa prima del buio.

Ha così perso l’orientamento tra i sentieri del bosco, finendo per smarrirsi. Intorno alle 19.00, in preda alla paura ma mantenendo la lucidità, ha chiamato il numero di emergenza 112, riuscendo a spiegare la propria posizione approssimativa. Gli operatori hanno immediatamente allertato la Centrale Operativa 118 Palermo–Trapani, che ha attivato il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Da Cinisi, dive si trovava la squadra di tecnici specializzati, è partito il mezzo diretto verso la zona target. L’operatrice del 118 ha mantenuto per tutto il tempo il contatto telefonico con il ragazzo, impaurito e preoccupato, rassicurandolo e consigliandogli di non muoversi fino all’arrivo dei soccorsi. I Carabinieri, grazie alla localizzazione del cellulare, sono riusciti a individuare le coordinate precise, consentendo alle squadre di soccorso di raggiungere l’area in tempi rapidi.

Alle 19.16 è arrivata la chiamata ufficiale al Soccorso Alpino: circa 50 minuti dopo, il ragazzo era già stato trovato, infreddolito ma in buone condizioni, nei pressi di un sentiero secondario. Subito visitato dal personale sanitario del 118, il tredicenne non presentava traumi né ferite, solo un po’ di spavento. È stato riconsegnato poco dopo ai genitori, che nel frattempo lo stavano cercando nella parte alta del bosco. L’episodio si è concluso fortunatamente senza conseguenze, ma ha riacceso l’attenzione sull’importanza di prestare la massima cautela quando si affrontano percorsi naturali, soprattutto in solitaria e nelle ore pomeridiane. Una serata di paura, dunque, finita bene grazie al sangue freddo del ragazzo, alla prontezza del 118 e all’intervento coordinato di Carabinieri e Soccorso Alpino.