Correva il 10 febbraio 1986 quando le porte dell’aula bunker di Palermo si spalancarono per dare inizio al primo, grande atto di sfida dello Stato contro Cosa Nostra. Quel giorno non cominciava solo un procedimento penale senza precedenti, ma nasceva il primo vero caso mediatico-giudiziario d’Italia, destinato a cambiare per sempre l’approccio alla lotta contro la criminalità organizzata.
Oggi, a quarant’anni da quello storico debutto, l’ANCI Sicilia coglie l’occasione per trasformare la memoria in un appello operativo. Non si tratta solo di una celebrazione, ma di un monito rivolto a istituzioni, amministratori e cittadini: la cultura della legalità non può restare un concetto astratto, ma deve tradursi in un impegno concreto e quotidiano.
“Il Maxi-processo rappresenta una pagina fondamentale della storia democratica del nostro Paese e della Sicilia”, hanno dichiarato Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di ANCI Sicilia. “È il simbolo di uno Stato che ha saputo reagire con coraggio. Ma oggi quella lezione ci dice che la lotta alla mafia passa inevitabilmente dalla qualità dell’azione amministrativa e politica”.
Secondo l’associazione dei comuni siciliani, il fronte della battaglia si è spostato: dai tribunali alla gestione della cosa pubblica. La promozione della legalità, oggi, si misura con l’efficienza e l’efficacia degli interventi sul territorio. Non bastano più i proclami o le celebrazioni di rito; serve una politica capace di incidere realmente sulla vita delle comunità.
L’attenzione si sposta quindi sulla responsabilità di chi amministra. Trasparenza e capacità di programmazione non sono solo termini tecnici, ma diventano “armi” per sottrarre terreno al consenso mafioso. “È necessario costruire risposte serie e durature per cittadini e imprese”, sottolineano i vertici di ANCI. Solo attraverso una buona amministrazione è possibile ricostruire quel legame di fiducia tra lo Stato e la società civile che il Maxi-processo cercò, per la prima volta, di blindare definitivamente.