Processo ‘Iuventa’, interprete di tedesco. Polemiche fra difesa e Procura

La nave Iuventa, della ong tedesca Jugend Rettet, venne sequestrata nel 2017 e da allora è ferma al porto di Trapani. Sono trascorsi 5 anni e il relativo processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina va avanti a rilento. Adesso anche fuochi incrociati di polemiche fra la difesa e la stessa procura della repubblica di Trapani.  I difensori degli imputati, con una nota-stampa – avevano denunciato che gli interrogatori del 29 ottobre e del 12 novembre erano stati interrotti perché la Questura di Trapani non era in grado di fornire un interprete adeguato.

Questa volta è stata la Procura stessa a sostituirlo e a condurre l’interrogatorio. L’ufficio del pubblico ministero però  ha presentato lo stesso interprete della volta precedente – hanno spiegato gli avvocati di uno dei 21 imputati appartenenti alla ONG e all’equipaggio della Iuventa.  “Il diritto fondamentale a un processo equo è stato negato all’imputato – concludono i legali – per la terza volta”.

La difesa si è quindi rifiutata di firmare il verbale al termine dell’interrogatorio. Sulle vicende processuali non poteva mancare la replica della procura trapanese che in una nota ha spiegato come l’interrogatorio sia stato espletato nel rigoroso rispetto del codice di rito e che l’interprete nominato dopo le doglianze della difesa non fosse stato lo stesso del primo ma un poliziotto in pensione che per oltre un decennio aveva lavorato per le questioni di frontiera fra organi italiani e austriaci.

Inoltre, spiega la procura, all’imputato del processo Iuventa era stato consegnato l’avviso di conclusone indagini debitamente tradotto in tedesco. In ogni tentativo di interrogatorio, scrivono i pm, l’indagato non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Tutto è stato registrato in audio e video e verrà consegnato al GUP. La Iuventa dell’ONG tedesca venne sequestrata nell’agosto del 2017 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo  il procuratore aggiunto Cartosio era stato accertato che, seppure questa imbarcazione in qualche caso fosse intervenuta per salvare vite umane, in più casi invece tali azioni non erano avvenute a fronte della sussistenza di un imminente pericolo di vita. I migranti in partica, secondo l’accusa, venivano scortati dai trafficanti libici e consegnati non lontano dalle coste nordafricane all’equipaggio della Iuventa che li prendeva a bordo.