Processo Costa, polemica per mancata costituzione del Comune di Custonaci

La volontà del comune di Custonaci di partecipare al processo al boss Giuseppe Costa, costituendosi parte civile, è rimasta soltanto una pia intenzione. Al processo contro Costa, legato anche al terribile omicidio del piccolo Di Matteo, non c’è stata infatti alcuna traccia, tra le parti civili, dell’ente locale custonacese. L’uomo condannato per mafia è ritenuto uno dei carcerieri del tredicenne che venne rapito Cosa nostra, poi strangolato e sciolto nell’acido, dopo 779 giorni di prigionia, alcuni anche a Castellammare del Golfo, su volontà del sanguinario Giovanni Brusca. Per questo sequestro anche Giovanni Costa venne condannato e rimase in carcere dal ‘97 e fino al 2017.

Il sindaco di Custonaci, Giuseppe Morfino, si difende adesso dalle accuse: “Nè la Procura della Repubblica di Palermo e né l’ufficio del Gip hanno mai notificato alcun atto al Comune di Custonaci con il quale si desse informazione dell’avvio del processo a carico di Giuseppe Costa”. Custonaci tutta ritiene comunque di essere stata danneggiata, dalle azioni di Costa ed è per questo motivo che, dopo l’arresto, ho senza remore annunciato – ha specificato Morfino – che era nostra intenzione partecipare al processo costituendoci parte civile. Giuseppe Costa, arrestato nel 2020, è stato processato e condannato lo scorso mese di ottobre a 12 anni per la sua appartenenza a Cosa nostra. A sollevare adesso le polemiche per la mancata costituzione di parte civile è stato il gruppo consiliare di opposizione «SiAmo Custonaci» che ha chiesto al segretario comunale Antonino Margiotta notizie sulla vicenda. La risposta è stata che agli atti del Municipio non esiste alcuna documentazione inerente la costituzione nel procedimento penale».

Per avanzare ulteriori giustificazioni, il sindaco di Custonaci ha precisato neppure gli organi di informazione locale hanno divulgato la notizia dell’udienza preliminare o dell’inizio del processo, ma che soltanto a sentenza emessa alcune testate hanno dato informazione della condanna di Costa”. Morfino ha poi preannunciato che, a tutela dell’immagine della sua cittadina danneggiata dalle turpi azioni commesse da Costa ai danni del piccolo Giuseppe Di Matteo, farà avviare un giudizio civile autonomo, quando la sentenza di condanna sarà divenuta irrevocabile, per ottenere un risarcimento dei danni.