Presidi siciliani compatti, quasi impossibile ripartire. Il documento del ministro non offre soluzioni

A settembre partirà il nuovo anno scolastico. Ma con quali garanzie per insegnanti e alunni? Con quali responsabilità e tutele? In presenza, cioè nelle classi, o a distanza? Il mondo della scuola, forse anche più degli altri settori, registra un futuro molto incerto a causa del coronavirus e di una già preventivata recrudescenza. Il consiglio regionale dell’Associazione Nazionale Presidi, riunitosi la scorsa settimana, ha discusso sulle ipotesi dell’avvio dell’anno scolastico che, proprio domani, saranno sul tavolo dell’apposita task force regionale.

I dirigenti scolastici della Sicilia, nell’analizzare il documento proposto dal Ministro, hanno già comunque ribadito quella che sembra un’idea più che diffusa: l’impostazione non offre, di fatto, alcuna soluzione utile. “Il documento, infatti, appare un semplice richiamo all’applicazione delle potenzialità che ha ogni istituzione scolastica in relazione all’autonomia didattica ed organizzativa, ma nulla indica su come affrontare in sicurezza il prossimo anno scolastico”.

Se dovesse permanere tra gli alunni, di qualunque grado di istruzione, la necessità del “distanziamento”, – scrivono i presidi siciliani – tante responsabilità, che sarebbero in capo al personale scolastico, non potranno essere accolte se non in un quadro di tutela legislativa che ad oggi non esiste. Per chiarire in modo inequivoco l’aspetto, – affermano i dirigenti scolastici – deve apparire chiaro che il “distanziamento” durante le attività didattiche non è facilmente controllabile dal personale durante le fasi ordinarie che si svolgono nel quotidiano.

L’ANP siciliana fa quindi riferimento alle dinamiche esistenti nella scuola dell’infanzia o nelle classi del primo ciclo, per non parlare di come possa essere assicurata la vigilanza durante i cosiddetti “cambi d’ora” con particolare riferimento alle scuole medie di primo grado e nelle scuole di secondo grado. Il documento della ministra Azzolina non indica, per la scuola primaria, la possibilità di svolgere attività didattica a distanza con conseguente necessità di
svolgere tutto in presenza.

“Appare già qui, in tutta la sua evidenza, – scrivono i presidi della Sicilia – il primo problema: gli spazi attualmente in uso non sono assolutamente in grado di assorbire l’utenza con il distanziamento necessario. La proposta del governo, inoltre, non dà indicazione su come si debba operare nei confronti dei docenti che potrebbero essere classificati “fragili” ed in particolare, venendo meno la possibilità della didattica a distanza nelle scuole elementari,
non viene indicato se tale personale debba essere utilizzato in altri compiti con possibilità di sostituzione.

Pertanto, in vista del nuovo anno scolastico, rimangono da sciogliere, prima d’ogni cosa, alcuni nodi principali: fornire alle scuole locali idonei utili ad assicurare a tutti gli alunni la possibilità di stare a scuola in presenza; incrementare il personale utile per assicurare agli alunni presenti a scuola, ma non nelle
aule, lo svolgimento di attività didattiche coerenti con le finalità proprie della scuola; definire come debba essere sostituito, nelle mansioni proprie, il personale dichiarato “fragile” ma necessario allo svolgimento dell’attività scolastica.