Dopo tre anni pronta la bozza della nuova rete ospedaliera della Sicilia con 18 mila posti letto: 13 mila nelle strutture pubbliche e 5 mila nei privati accreditati. Ma rispetto all’ultima del 2019, si registra una riduzione di 367 posti letto e non mancano le polemiche dei sindacati. «È un taglio che subiamo – spiega Salvatore Iacolino, dirigente generale della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute – legato alla diminuzione della popolazione assistita dal sistema sanitario, che dal 2018 ad oggi si è sensibilmente ridotta». Giornata con due incontri all’assessorato alla Sanità: la mattina con una quarantina di sindaci del Palermitano e il pomeriggio con quelli della provincia di Trapani, alla presenza dei manager e dei vertici delle aziende sanitarie.
La nuova rete è in fase di definizione, in attesa di terminare il confronto con le conferenze dei sindaci delle 9 province, i sindacati, il mondo universitario e la Sesta commissione dell’Ars (prevista per il 22 luglio). Tra gli obiettivi, ampliare l’offerta sanitaria e contenere la mobilità passiva. «Abbiamo voluto consolidare l’attività dei piccoli ospedali. Le riduzioni sono modeste e ben distribuite – assicura – con l’obiettivo di confermare i livelli assistenziali». L’ospedale di Trapani perde 17 posti, a Salemi più 16 ma tutti lungodegenti. A Pantelleria prevista la cancellazione del reparto di ostetricia. A Marsala più 18 posto, a Mazara del Vallo più venti acuti. All’ospedale di Castelvetrano meno 12 posti di cui 10 in chirurgia generale. Per la provincia di Palermo, a Partinico più 10 posti letto in ortopedia. A Corleone vengono meno due posti letto in neonatologia e aumentano, più 4, quelli di lungodegenza. La bozza della nuova rete ospedaliera è stata svelata dall’assessora Daniela Faraoni. Da un primo esame emerge una situazione a macchia di leopardo con potenziamento di posti letto nelle province di Palermo, Siracusa, Caltanissetta ed Enna.
Alla luce di questo piano già contestato in diversi Comuni appare improbabile la realizzazione del nuovo ospedale per il quale in città c’è tanto scetticismo. L’ultima notizia risale al 125 febbraio scorso quando Ferdinando Croce, ex manager, è venuto ad Alcamo e affermò: “Alcamo, con il suo circondario, è un importante bacino d’utenza caratterizzato da più presidi e strutture sparpagliate per il territorio, questione che stiamo affrontando, intanto con l’ospedale di comunità e la casa di comunità che sorgeranno da qui a breve in contrada San Gaetano, ma soprattutto con la grande sfida del nuovo ospedale, per il quale abbiamo già chiesto e rivendichiamo un finanziamento importante”. Da allora silenzio per una vicenda, nuovo ospedale di Alcamo, che nel recente passato ha fatto registrare solo passerelle di politici e sindacalisti mentre nessuno si è interessato quando sono statui effettuati tagli al San Vito e Santo Spirito. E il nuovo ospedale è una chimera.