E’ un momento di aggregazione in particolare di famigliari. Ma oggi sono sempre meno coloro i quali preparano la salsa in bottiglia perché le nuove generazioni sono distratte da altre situazioni. Parliamo della confezione della salsa di pomodoro in bottiglia che viene utilizzata durante l’inverno per tantissimi condimenti. Ancora c’è chi rispetta questa tradizione importata ad Alcamo all’inizio degli anni ’50 da emigrati in America, come scrive lo storico Roberto Calia nel suo libro “Usanze e costumanze”. Prima ad Alcamo si confezionava solo salsa secca ma dagli anni ’50 quella in bottiglia suggerita dagli emigrati di ritorno dall’ America che scoprirono che negli Usa non si buttava il pomodoro. Ad Alcamo l’ abitudine di fare la salsa, quasi sempre in campagna, è iniziata quasi 80 anni fa e lo si trova scritto anche in atti notarili. In genere si inizia a lavorare il pomodoro quando ancora non è arrivata l’alba. Infatti essendo un lavoro estivo si cerca di fare la salsa quando ancora fa fresco. Pulizia del pomodoro, bollitura, spremitura, imbottigliamento sono le fasi principali della lavorazione.
Oggi ad Alcamo una gabietta di pomodoro viene venduta a 15 euro. In pratica un euro al chilo. Alcuni privati e fruttivendoli preparano la salsa in bottiglia venduta ai clienti quando viene richiesta. Per quel che concerne le vitamine, la salsa di pomodoro contiene ottimi livelli di acido ascorbico (vitamina C) e di carotenoidi (pro vitamina A, in particolare di licopene, un antiossidante, antitumorale e benefico per il metabolismo). Tante le etichette nei supermercati per il pomodoro in bottiglia mentre c’è anche la passata di pomodoro ,un composto fluido ma denso, ottenuto per estrazione della polpa – cruda o cotta – dal frutto intero della pianta di pomodoro. Ampiamente commercializzata e reperibile sugli scaffali di tutto il mondo, può essere prodotta anche a livello casalingo.