Pirateria, sequestrati grani pregiati. Indagini nel sud-ovest del palermitano

Per adesso le indagini e gli illeciti riguardano gli operatori della grande distribuzione ma i finanzieri dei nuclei speciali beni e servizi starebbero puntando dritto anche verso aziende del territorio. La vasta operazione delle Fiamme Gialle, volta a verificare il rispetto degli obblighi in materia di produzione e commercializzazione di varietà certificate di grano duro, è partita dall’Abruzzo per toccare poi Bari e Potenza e raggiungere quindi la Sicilia (le province di Caltanissetta e Agrigento) ma anche la parte sud-occidentale del palermitano. Circa 106 le tonnellate di grano duro sequestrate in tutta Italia, quasi 18 quintali in provincia di Palermo, nel corso dell’operazione di contrasto alla pirateria agroalimentare condotta in collaborazione con la SICASOV, la Società Cooperativa d’Interesse Collettivo Agricolo dei Selezionatori Costitutori.

Tutto è partito dalla denuncia presentata dai possessori dei diritti su alcune varietà di grano duro,  “Antalis”, “Marco Aurelio”, “Athoris”, “Avispa”, “LG Anubis” e “Tirex” che venivano vendute senza aver assolto i relativi obblighi, la miscelazione di grano delle predette con altro di differenti varietà. Alla luce dei risultati degli accertamenti preliminari sono state inviate segnalazioni ai comandi provinciali interessati che hanno avviato gli interventi ispettivi. Gli esami genotipici sui campioni prelevati sono stati condotti presso il laboratorio CREA specializzato nel settore. Cinque persone sono state denunciate per fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale. L’operazione si inserisce nel contesto delle attività svolte dalla Guardia di Finanza per contrastare tutte le frodi e le contraffazioni nel settore agroalimentare, a tutela della produzione nazionale e dei diritti acquisiti dai produttori.