Petrosino-Comune vince in tribunale contro cooperativa legata a Norino Fratello

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Il Comune di Petrosino non dovrà corrispondere nulla alla società cooperativa Sole, coinvolta nell’ambito dell’inchiesta sul presunto business dei migranti con la regia dietro le quinte, in qualità di reale titolare “occulto”, l’alcamese Norino Fratello. La sezione civile del tribunale di Marsala ha dato ragione al Comune petrosileno su cui pendeva un decreto ingiuntivo da 180 mila euro presentato dalla stessa cooperativa Sole per aver ospitato minori immigrati. Il giudice Francesco Paolo Pizzo ha accolto l’opposizione che è stata presentata dal municipio, revocando quindi il decreto ingiuntivo, e condannando oltretutto i legali rappresentanti della stessa cooperativa a pagare le spese di giudizio. Oggi il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone, non solo esprime soddisfazione per la sentenza ma rende noti anche alcuni particolari riguardo alla nascita di questa cooperativa: “Qualche anno fa vennero a trovarmi dei rappresentanti della Cooperativa Sole – racconta – per informarmi che avevano preso in affitto dei locali a Petrosino per ospitare minori immigrati e che poi avrebbero chiesto al Comune di pagare la bellezza di oltre 70 euro al giorno per ognuno dei loro ospiti. Così, con prepotenza: senza limiti e senza alcun controllo da parte nostra. Risposi immediatamente che loro potevano decidere di fare quello che volevano ma il Comune non avrebbe mai pagato un centesimo”. Cominciò con vere e proprie scintille il rapporto tra le due parti, tanto che la cooperativa ha presentato il conto e dopo essersi vista rispondere picche dall’amministrazione comunale per la liquidazione delle fatture ha avviato questa vertenza giudiziaria: “Questa storia serva a tutti per capire che sui servizi sociali non si scherza – aggiunge il primo cittadino di Petrosino – e non permetteremo mai di speculare su immigrati, bambini, disabili e chiunque abbia bisogno di aiuto. Dobbiamo stare con gli occhi aperti, controllare, leggere sempre tutti i documenti e seguire che le procedure siano rispettate minuziosamente”. Fratello venne arrestato con altre due persone, a cui si aggiungono anche 6 indagati a piede libero tutti alcamesi, nell’ambito dell’operazione “Brother” scattata all’alba del 5 luglio scorso. Dall’inchiesta, secondo quanto appurato dai carabinieri e dalla Procura, è emerso come Fratello gestisse direttamente, quale vero e proprio dominus, numerose cooperative sorte per prestare assistenza agli immigrati, intestate però a “prestanome” di sua fiducia, con il chiaro intento di occultare la sua reale presenza per eludere il fisco. Così furono intestate fittiziamente quote e cariche sociali con enormi guadagni. L’indagine si è inoltre basata sulle preziose dichiarazioni di soggetti vicini a Fratello i quali hanno permesso agli inquirenti di ricostruire il complesso quadro delle attività.