Violenza privata, minacce aggravate, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio: sono le accuse contestate a un uomo di 50 anni, originario di Trapani e residente a Erice Casa Santa, arrestato dalla Polizia di Stato e posto ai domiciliari con braccialetto elettronico su disposizione della Procura della Repubblica di Marsala. Il provvedimento cautelare è stato eseguito il 9 febbraio, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Marsala, al termine di indagini avviate dopo le numerose denunce presentate dall’ex fidanzata, una donna marsalese vittima — secondo l’accusa — di una lunga escalation persecutoria iniziata nell’ottobre 2025 e protrattasi fino alla fine di gennaio. Il primo episodio documentato risale al 17 ottobre scorso: l’uomo, incapace di accettare la fine della relazione, avrebbe minacciato di morte la donna costringendola poi a salire sulla propria auto e trattenendola contro la sua volontà dopo averle danneggiato il telefono, impedendole di chiedere aiuto ai figli e di rientrare a casa. Da quel momento sarebbero iniziati appostamenti sotto l’abitazione e nei luoghi frequentati dalla vittima, molestie continue e post sui social con minacce di ritorsione, fino a un crescendo di comportamenti sempre più aggressivi. L’apice della vicenda si sarebbe raggiunto nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, quando l’autovettura della donna sarebbe stata prima danneggiata con un coltello e poi incendiata. Dopo quell’episodio il Questore di Trapani aveva adottato nei confronti dell’uomo le misure di prevenzione dell’ammonimento per stalking e del foglio di via obbligatorio dal comune di Marsala. Provvedimenti che però non avrebbero fermato l’indagato: la notte del 31 gennaio è stata infatti incendiata anche l’auto del figlio della vittima, parcheggiata davanti all’abitazione della madre. Secondo gli investigatori, anche dietro quest’ultimo episodio ci sarebbe lo stesso uomo, che avrebbe violato le prescrizioni imposte tornando nel territorio marsalese per compiere l’ennesimo gesto intimidatorio nei confronti dell’ex compagna e della sua famiglia. Le condotte contestate sarebbero state interrotte definitivamente il 9 febbraio con l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.