Partinico: Tarsu, parte lunedì la mobilitazione

PARTINICO. Anche a Partinico prende forma una mobilitazione contro l’aumento della Tarsu, la tariffa sui rifiuti solidi urbani. Per lunedì mattina, alle 11, i consiglieri comunali dei gruppi consiliari di opposizione “LeAli”, “Guardiamo Avanti”, “Servire non Servirsi” e “Cambiamo Partinico”, e il consigliere del Partito democratico Michele Chimenti hanno organizzato una manifestazione pubblica nella piazza antistante la sede centrale del municipio aperta a tutti. In particolare, oltre ai cittadini, l’invito è rivolto al comitato cittadino sui rifiuti che si è recentemente costituito, alle associazioni ed ai commercianti. “Sarà occasione – sostengono gli organizzatori dell’evento – per confrontarsi e discutere sull’aumento spropositato della Tarsu per chiedere all’amministrazione comunale di apportare delle azioni correttive concrete per posticipare la scadenza del saldo prevista per il 28 febbraio prossimo senza applicazione di interessi di mora e valutare uno sgravio in considerazione dei gravi disservizi subiti e imputabili alla gestione dell’Ato rifiuti”. Recentemente il Movimento 5 Stelle ha fatto partire una segnalazione anche alle associazioni dei consumatori per verificare l’ipotesi di portare avanti una class action contro il Comune in merito all’aumento dell’imposta. Nello specifico è stato evidenziato che molte delle condizioni previste nel regolamento comunale per la gestione della tassa sui rifiuti solidi urbani non sono state osservate. A parte il blocco continuo della raccolta dei rifiuti, vi è anche la presenza massiccia di molte discariche abusive specie nelle zone periferiche. L’amministrazione comunale, con il sostegno della maggioranza consiliare, ha approvato un aumento sulle bollette del servizio rifiuti del 28,35 per cento, maggiorato dei 30 centesimi a metro quadro di tariffa imposta dallo Stato. Spulciando le voci singole del costo del servizio si leggono servizi non effettuati, come la “raccolta differenziata” o il “lavaggio dei cassonetti”. Costi che invece sono stati messi dall’Ato a carico del Comune. Il sindaco Salvo lo Biundo si è sempre difeso sostenendo di avere fatto il possibile per evitare salassi sulle spalle dei cittadini: “Grazie all’applicazione del regime Tarsu al posto di quello Tares, per il 2013 si è evitato di caricare 500 mila  euro di tassa sui rifiuti – precisa -. La maggior parte del costo di copertura totale del servizio verrà garantito con altre fiscalità dell’ente”. I consiglieri di opposizione però hanno contestato questo aumento proprio perché alcuni servizi non vengono effettuati. Questi i costi a metro quadrato comprensivi degli aumenti differenziati per tipologia di immobile: abitazioni 3,34 euro; uffici pubblici 5,75; studi professionali, agenzie, istituti di credito 10,91; negozi con esposizione 7,71; parrucchieri, barbieri e istituti di bellezza 9,84; generi alimentari 11,64; Fiorai e ortofrutta 15,46; industrie 7,71; cinema, circoli e sale gioco 6,66; bar e pasticcerie 13,94; case di cura e alberghi 8,76; scuole, associazioni e caserme 5,75; artigiani 10,91.

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