La giunta comunale di Partinico ha approvato un atto di indirizzo che impone alla Distilleria Bertolino la cessazione dell’attività entro il 30 aprile 2026 e la bonifica dell’area entro il 30 aprile 2027.
Il provvedimento ripercorre le tappe fondamentali di un contenzioso che dura da anni:
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2010: Il Consiglio Comunale approva una mozione per il trasferimento dello stabilimento in un’area industriale lontana dal centro abitato.
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2012-2013: Viene approvata e firmata la convenzione per la delocalizzazione dell’azienda.
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Anni successivi: Il Comune adotta varianti urbanistiche per trasformare la destinazione del nuovo sito da agricola a industriale e quella dell’attuale sito (viale dei Platani) da zona industriale (D2) a zona di espansione residenziale.
Secondo quanto scritto nell’atto, la Distilleria non avrebbe rispettato gli obblighi contrattuali e urbanistici, omettendo di avviare le opere necessarie per il trasferimento.
“La prosecuzione dell’attività nel sito attuale, a seguito del cambio di destinazione urbanistica, non può più essere consentita, anche a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.”
Con questo documento, il Comune diffida formalmente l’azienda. In caso di mancato rispetto delle scadenze (aprile 2026 per la chiusura e aprile 2027 per la bonifica), l’amministrazione annuncia:
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Azioni legali a tutela dell’ente pubblico.
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Applicazione di sanzioni.
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Revoca dei titoli edilizi.
La Distilleria Bertolino, fondata da Giuseppe Bertolino e guidata dalla figlia Antonina, è considerata la più grande d’Europa nel suo settore. Il progetto di delocalizzazione prevede lo spostamento degli impianti in contrada Bosco-Sant’Anna, nei pressi del bivio della statale 113 per Grisì. Negli anni, l’azienda è stata spesso al centro di aspre lotte civili, manifestazioni e inchieste giudiziarie legate a presunti fenomeni di inquinamento.