Partinico: mattone selvaggio, altri sequestri

Mattone selvaggio impazza in città. E sono soprattutto le periferie che continuano a subire lo scempio di colate di cemento. Solo nell’ultimo mese, rivela il comando di polizia municipale, sono stati tre gli abusi edilizi individuati: si passa da interi piani costruiti senza alcuna autorizzazione a strutture in legno, per arrivare a magazzini. Il primo sopralluogo dei caschi bianchi è scattato in contrada Garofalo in un immobile di proprietà di F.D.A., dove l’abuso è stato segnalato per una sopraelevazione del secondo piano in cemento armato realizzata su un immobile a due elevazioni fuori terra. All’interno un appartamento vero e proprio, con tanto di muri di tompagnamento in blocchi di pomi-cemento ampio quasi 17 metri quadrati per un volume di 425 metri cubi. Oltretutto in adiacenza al fabbricato è stata rilevata una costruzione ad un’elevazione fuori terra sempre in cemento armato adibito a deposito di legname di circa 27 metri quadri pari a 71 metri cubi. Altra operazione antiabusivismo è stata effettuata in via Bongiorno: qui siamo in presenza di una sopraelevazione al terzo piano di un immobile ampia 84 metri quadrati. I vigili urbani hanno appurato che parte dei locali erano adibiti a cucina e veranda, per un totale di 225 metri cubi. L’immobile risulta essere di proprietà di una donna, V.P. a cui accanto, prospiciente in contrada Mottola, è stato individuato un altro immobile abusivo ad una elevazione fuori terra con copertura in legno di 42 metri quadri per un volume di 126 metri cubi adibito a civile abitazione. L’ultima operazione è avvenuta in contrada Ramo ad un fabbricato di F.V. Qui i caschi bianchi hanno individuato un immobile ad una elevazione fuori terra con struttura in ferro adibito a magazzino. I sigilli sono scattati su una superficie di 18 metri quadri pari a 44 metri cubi. Queste tre operazioni si incardinano nell’ambito di una complessiva attività antiabusivismo della polizia municipale che a Partinico non conosce quasi mai delle interruzioni per via dell’ampiezza del fenomeno. Mediamente soltanto i vigili urbani ogni anno sequestrano dalle 30 alle 40 strutture abusive, del tutto o in parte, senza contare poi le analoghe operazioni su questo fronte di tutte le altre forze di polizia giudiziaria che agiscono sul territorio ed hanno competenza in materia. Segno quindi di un fenomeno ampissimo e che, nonostante il rafforzamento dei controlli, non ha subito alcuna diminuzione. Sempre più spesso sono le periferie quelle più martoriate dalle colate di cemento selvaggio, probabilmente perché gli autori sperano che stando lontano da occhi indiscreti la si possa fare franca.