Pantelleria: rischio trivelle, oltre 38 mila firme

0
240

38.777 firme presentate al sindaco di Pantelleria. E’ stato una vera e propria grande mobilitazione per fermare la costruzione di piattaforme petrolifere nel Canale di Sicilia e chiedere l’istituzione di un’area protetta a Pantelleria. Sta ora alle istituzioni decidere se e come impegnarsi per realizzare una volontà espressa da migliaia di trapanesi ne non solo che hanno capito come un’area protetta può aiutarli a difendere il loro mare, la loro isola, le loro culture ed economie, e ora la chiedono con forza. Ha evidentemente funzionato la massiccia campagna di sensibilizzazione lanciata dal Wwf per respingere con forza le trivelle che sempre più minacciose incombono sulle coste trapanesi. Il messaggio lanciato dal testimonial d’eccezione, l’attore Luca Zingaretti, ha colpito dritto al cuore di chi vuole difendere il territorio.

“E’ stato un onore e un enorme piacere consegnare al sindaco di Pantelleria le firme di così tanti italiani, siciliani, panteschi, che chiedono di difendere l’isola dal petrolio attraverso l’istituzione di una nuova area protetta – ha detto Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf Italia –. Quasi 39.000 persone vogliono che Pantelleria sia tutelata, 39.000 futuri fruitori che visiteranno l’area sentendola un po’ loro. Ora tocca alle istituzioni decidere se realizzare questa volontà popolare e garantire un mare incontaminato e in salute per tutti i tonni, le tartarughe marine, le balenottere, gli uccelli migratori, ma anche i pescatori, i velisti, i turisti, le economie e le tradizioni mediterranee che di quel mare non possono proprio fare a meno”. Ora però si dovrà capire quale percorso intraprendere per agire da contraltare alla minaccia delle trivelle. Il rischio infatti è che per fermare l’avanzata delle piattaforme possano magari arrivare dei decreti che lascino sul territorio solo vincoli e norme, senza creare sviluppo ed opportunità. Il Consiglio Comunale potrà pronunciarsi con un atto politico preciso verso la creazione di un’area marina protetta. Tre piattaforme petrolifere sono attualmente attive nel Canale di Sicilia, con una produzione media annua di 280.000 tonnellate di petrolio greggio estratto dai 35 pozzi, ma è stata concessa autorizzazione per esplorare la presenza di petrolio sotto il fondo marino e in diversi siti lungo la costa di Pantelleria. Data la natura geologica dei fondali del Mediterraneo, soggetta ad attività sismica, gli effetti negativi di tali attività sono significativamente maggiori che in altre aree.