Palatenda ‘Cento Passi’, opere in via di completamento. Ritardo di circa 4 anni

Una storia infinita, una delle eterne incompiute, starebbe per arrivare finalmente a compimento. Sono infatti ripresi, dopo oltre un anno di stop e di abbandono, i lavori di realizzazione, ad Alcamo, di un palatenda poli-valente nello spiazzo che sorge al fianco degli spogliatoi dello stadio ‘Lelio Catella’. Le opere si sarebbero dovute completare in appena 4 mesi, nell’estate del 2017. Se tutto va bene saranno terminate con quasi 4 anni di ritardo. Insomma all’intitolazione del palatenda i ‘Cento Passi’, forse sarebbe stato più corretto aggiungere “da formica”.

Al cittadino comune appare davvero incomprensibile un ritardo così enorme per un’opera pubblica certamente non imponente e non bisognosa di chissà quali interventi ingegneristici. Dal 2017, da quando finalmente il cantiere venne avviato, ad oggi, ci sono stati diversi intoppi che hanno riguardato sia la ditta appaltatrice, la Diemmea di Marsala, che altre lentezze burocratiche a carico del ministero dell’Interno per alcune varianti alla progettazione e
per i pagamenti dell’avanzamento dei lavori.

Troppo ottimistici erano stati i proclami degli assessori allo sport della giunta Surdi che via via si sono succeduti. Adesso finalmente i lavori sono ripartiti, dopo il benestare del ministero dell’interno che stanziò il finanziamento, e l’opera dovrebbe essere completata nel giro di un paio di settimane. Il palatenda sarà utilizzato per gli
allenamenti delle squadre che praticano varie discipline ed è dotata di un moderno blocco spogliatoi che però devono ancora essere arredati.

La costruzione dell’impianto polivalente, finanziato con il PON Sicurezza di diversi anni fa grazie alla giunta Scala che riuscì ad intercettare 300.000 euro, apparve comunque stregata fin dal suo inizio. Per assegnare l’appalto passarono infatti anni dopo che la ditta che se lo era aggiudicato, la Spinelli di Alcamo, rinunciò al contratto. Cominciò lo scorrimento della graduatoria e fra una rinuncia e l’altra si arrivò alla nuova aggiudicazione a una ditta di Partinico che però venne fermata da un’interdittiva antimafia della Prefettura. Quindi il subentro della Diemmea di Marsala.