PalaDangelo chiuso, da 38 mesi è in mano al Comune di Alcamo. Necessita un altro appalto

Dopo un anno e due mesi, i lavori alla ditta appaltatrice erano stati consegnati il 6 agosto del 2019 per un importo complessivo di 90.000 euro, sono stati completati gli interventi previsti dall’appalto. Il Paladangelo, ampio e funzionale palasport che sorge in contrada Sant’Anna, è stato quindi consegnato dalla ditta al RUP che a suo volta lo ha riaffidato al comune di Alcamo. Il palazzetto, però, non potrà ancora essere utilizzato perché necessita di altri interventi che sono adesso già stati programmati e dotati delle somme necessarie, dal settore servizi manutentivi.

Il Paladangelo, già vandalizzato perché l’ex provincia, proprietaria del bene, non aveva più personale e denaro per gestirlo, venne affidato dal Libero Consorzio in concessione ventennale all’amministrazione Surdi il 7 luglio del 2017. I lavori per renderlo nuovamente accessibile e funzionante, fra un assessore allo sport e l’altro, cominciarono soltanto due anni dopo, nell’agosto del 2019. Adesso, finalmente, la consegna da parte della ditta al Comune, ma ancora non ci siamo per poter far rivivere questa splendida struttura, uno degli impianti sportivi coperti più belli della Sicilia occidentale. Necessitano infatti la realizzazione del piano anti-incendio, il cui incarico è stato comunque già conferito, e le attrezzature a cominciare dai tabelloni e canestri, già ordinati e quindi in arrivo i tempi abbastanza rapidi.

Servirà inoltre un altro appalto di poche migliaia di euro per ripulire e sanificare le travi, poste a 16 metri di altezza, tuttora ricoperte dal guano dei colombi che avevano fatto del Paladangelo la loro dimora preferita. Il settore ha già avviato le procedure per assegnare l’incarico ad una ditta specializzata sia dell’igienizzazione che nella capacità di lavorare a diversi metri di altezza. Intanto un’altra stagione sortiva arriverà al termine senza potere contare sul palasport struttura chiusa da circa un decennio. Il palasport verrà adesso inaugurato, magari, in un periodo molto vicino alle elezioni comunali ma non si potranno certamente cancellare 38 mesi di attesa per una manutenzione ‘poco più che ordinaria’.