Padre Crociata e i suoi pensieri su FB ancora nell’occhio del ciclone

Padre Michele Antonino Crociata, sacerdote e storico di Castellammare del Golfo, ci è ricascato. La sua voglia di partecipare al dibattito su facebook e scrivere un po’ a sproposito, lo ha rimandato alla gogna. A metterlo in crce sia la stampa che alcune forze politiche che ritengono, probabilmente, il prete castellammarese  contrario alle ideologie di sinistra. Chi glielo porta, infatti, in altri post ad inneggiare al premier ungherese Orban, esponente della destra, a dichiararsi antieuropeista e contrario alla legge contro l’omofobia? Così, dopo le dure polemiche del febbraio del 2019 quando su Facebook, in un dibattito sui rapporti tra la chiesa, la mafia e i mafiosi,  il sacerdote Michele ebbe a scrivere “Io, al posto di don Ciotti, preferirei fare il prete invece di andare in giro a fare il politico”, padre Crociata ci è ricascato.

Rispondendo a un post del giornalista Gianfranco Criscenti che ha scritto ieri alle donne: “Se il compagno o marito ti alza le mani, anche una sola volta, scappa via. Il perdono potrebbe costarti la vita. Agisci subito e mettiti al riparo. Contatta il 1522, la polizia o i carabinieri”, il sacerdote e storico ha ribattuto: “Beh! il tuo consiglio, Gianfranco, mi sembra un po’ eccessivo. Tra marito e moglie… può capitare. Esiste anche il grande valore del perdono vicendevole, della tolleranza, dell’amore per i figli, della consapevolezza di essere, nonostante tutto, un cuor solo e un’anima sola… Può capitare, dunque. Non bisogna, però, mai esagerare, comunque. La perfezione su questa terra non esiste.”.

Ecco arrivare quindi il putiferio ripreso e gonfiato dall’articolo di una giornalista palermitana di Repubblica che ha titolato: “il sacerdote che invita le donne picchiate a non denunciare”. Nella consapevolezza che i titoli devono essere abbastanza forti e devono ottenere like, soprattutto dalla parte della società e della politica ritenute più vicine, non sembra che il prete castellammarese abbia detto proprio questo. Certo poteva essere più chiaro ed elaborare meglio il suo pensiero ma il sacerdote voleva dire che nella coppia bisogna anche saper perdonare e che non si può denunciare ogni litigio.

Litigare è una cosa, alzare le mani è un’altra cosa, indurre a subire è un’altra cosa ancora. Padre Crociata è certamente preso di mira e non ha mai nascosto le sue simpatie politiche. Anche lui farebbe forse meglio, proprio come don Ciotti, a svolgere soprattutto il ministero del sacerdozio. Impelagarsi in altre discussioni, soprattutto su facebook e con poca attenzione, provocano poi il finimondo con tanti che godono nello sguazzarci.