Ospedale di Alcamo, riapre medicina ma rischia chirurgia. Caos per i vaccini ma nessun nuovo sito

Il reparto di medicina dell’ospedale di Alcamo, dopo il trasferimento dell’ultimo ricoverato risultato positivo, ha riaperto i battenti. Il bilancio del focolaio è stato di 20 pazienti ma altri, che erano stati già dimessi, si sarebbero poi positivizzati al loro domicilio. Due soltanto i sanitari contagiati e questo la dice lunga sull’efficacia del vaccino. Nel primo focolaio, quello dello scorso mese di gennaio, furono ben 14 i dipendenti in servizio in medicina, fra medici, infermieri e OSS, che risultarono positivi. Il reparto è rientrato in funzione dopo un’accurata sanificazione. E’ invece ancora a rischio la chirurgia con 5 ricoverati positivi che sono stati già trasferiti e un OSS contagiato. Anche questo reparto rischia quindi la chiusura perché non sarà facile circoscrivere la presenza del virus.

Alla luce di tali considerazioni diventa ancor più sorprendente, per certi versi incomprensibile, quanto accaduto ieri pomeriggio per la somministrazione dei vaccini. La necessità di non sprecare alcune dosi e di utilizzare il nuovo carico avrebbe portato gli amministrativi a convocare d’urgenza qualcuno che era già prenotato per le giornate di oggi e di domani. Nell’angusto parcheggio del San Vito e Santo Spirito si è creata un’incredibile calca e qualcuno ha chiamato le forze dell’rodine. Guardia di Finanza, polizia, carabinieri e vigili urbani hanno avuto il loro bel da fare per far ritornare la calma e far rispettare il distanziamento sociale. La conformazione del nosocomio alcamese è anacronistica e non consente l’allocazione, in sicurezza, di un centro vaccinale al suo interno. Non è più rinviabile l’apertura di un centro distrettuale.

Il sito individuato è quello del palasport Enzo D’Angelo ma dopo 20 giorni dall’intesa fra ASP e Comune di Alcamo ancora appare tutto fermo. Solanto ieri ci si è resi conto, ad esempio, che per la conservazione dei vaccini e quindi per il costante funzionamento dei frigoriferi necessita la presenza al Paladangelo di un gruppo elettrogeno, apparecchiatura che nel palazzetto non viene utilizzata da oltre un decennio. Va quindi riparata e rimessa in funzione, oppure sostituita dalla protezione civile deputata ad allestire i centri vaccinali. Insomma si allungano ancora i tempi ed Alcamo rimane sempre indietro anche in situazioni delicate come questa.