Operazione Waterloo. Indagati salemitano Ponzo ed ex-sindaco. Anche Miccichè e Scoma

C’è di tutto e di più fra la novantina di indagati, tra cui otto raggiunti da ordine di custodia cautelare, dell’operazione Waterloo che ha centrato in pieno la Girgenti Acque. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Noe, dalla Guardia di Finanza e dalla DIA dopo un’indagine durata quattro anni e coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio.

Coinvolti nell’inchiesta il salemitano Gian Domenico Ponzo, direttore generale della spa agrigentina, che secondo l’accusa sarebbe l’organizzatore dell’associazione a delinquere dedita a commettere più delitti contro la Pubblica Amministrazione, frode in pubbliche forniture, violazione di sigilli, furto, ricettazione, contraffazione di marchi registrati, nonché diversi reati tributari, societari e in materia ambientale. Poi il presidente in carica dell’ARS, Gianfranco Miccichè; il suo ex mandatario elettorale Francesco Scoma, ex deputato; l’ex sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele.

I pm di Agrigento, fra cui il mazarese Salvatore Vella, ipotizzano anche finanziamenti illeciti per oltre 30 mila euro, pagati anche in viaggi, soggiorni e persino con biglietti per la finale di Champions League. Il presidente della Girgenti Acque, Marco Campione, uno dei perni dell’inchiesta, avrebbe versato il 5 ottobre del 2017 5 mila euro e sostenuto anche 3.167,35 euro di spese per viaggi e soggiorni in favore di Miccichè, al quale sarebbero stati persino forniti due biglietti per assistere alla finale di Champions League a Cardiff, in Galles, il 3 giugno del 2017.

Un’altra società partecipata della Girgenti Acque, l’Hydrotekne, avrebbe versato altri 25 mila euro per la campagna elettorale di Miccichè alle regionali del 2017. Il presidente dell’Ars ha respinto tutte le accuse dell’operazione Waterloo bollandole come “fesserie” e spiegando di aver documentato tutte le somme ricevute durante la campagna elettorale. Dalle indagini si evince che tali sovvenzioni siano state fatte dalla spa senza che fosse intervenuta la deliberazione dell’organo societario e senza che i contributi fossero stati regolarmente iscritti in bilancio.