Sono a vario titolo accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, porto abusivo di armi, minacce ed estorsioni. In 28 sono stati rinviati a giudizio nel settembre di un anno fa, alcuni hanno scelto riti alternativi mentre in 22 saranno processati col rito ordinario davanti ai giudici del tribunale di Trapani con udienza fissata per domani lunedì con inizio alle 14,30. Fonti di prova quelle presentate dal commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo. La maggior parte dei rinviati a giudizio sono di Alcamo, città da dove sono partite le indagini degli investigatori del commissariato. Quattro sono di Partinico, uno di Palermo, uno di Gibellina, Trappeto e Borgetto. Sono coinvolti nell’operazione “Aquila” di sette anni fa e tutti vennero denunciati a piede libero.
Questi gli imputati: Michele Casarrubia di Partinico condannato nel marzo dello anno a 20 anni di reclusione nell’ambito di una inchiesta di mafia e droga sul clan dei Vitale. A piede libero quasi tutti alcamesi: Enzo Amato, Davide Amato, Carmela Di Franco, Giuseppe Giorlando, Fabio Provenzano, Anna Maria Ingrao, Francesco Camarda classe 1978, Giuseppe Cataldo, Ivan Camarda, Alexsandro Abbes, Diego Accardo, Giuseppe Amico, Maria Ancona, Francesco Camarda classe 1985, Giuseppe Cataldo, Leonardo Conticelli, Alessia D’Angelo, Giuseppe D’Angelo, Michele D’Arpa, Salvatore Ferrara, Maria Luisa Gaeta, Antonino Ienna, Leonardo Lo Baido, Ahmedamin Majoub, Paolo Mannina, Fabio Musso. Le indagini sono state condotte dagli uomini del commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo che mentre erano impegnati in questi accertamenti scoprirono un vasto giro di stupefacenti sfociato poi nell’operazione “Oro bianco”.
La droga, cocaina soprattutto, ceduta a 70 euro a dose nella piazza di Alcamo. Due degli indagati nel novembre del 2018 si allenavano a sparare con una pistola calibro 7,65 Browing contro cartelli stradali della SS 113. Sulla loro auto piazzata una microspia e i poliziotti sentirono in diretta le esplosioni provocate dalle armi da fuoco. Durante le indagini è stata fatta luce su un paio di episodi in cui gli spacciatori minacciavano genitori e giovani alcamesi perché non in regola con i pagamenti per l’acquisto di droga. La droga principalmente cocaina, come risulta dalle indagini, veniva acquistata a Palermo e Partinico. Cocaina che veniva spacciata anche nei vicini comuni di Castellammare del Golfo, Balestrate, Trappeto e Partinico. Determinanti ai fini delle indagini sono state le intercettazioni e anche l’esame dei video dove veniva venduta la cocaina: in particolare in una sala giochi e in un magazzino alla periferia di Alcamo. Il caso si collega all’operazione “Oro bianco” del 2019, della polizia di Alcamo, che aveva già fatto luce su un’altra rete di spaccio attiva nella stessa area. Ad Alcamo è molto alto il consumo di droga che coinvolge anche giovanissimi a partire da 14 anni come dimostrano i dati del Ser.D. i cui operatori incontrano gli studenti la campagna di prevenire sull’abuso di alcol, droga, ludopatie