Operazione antiterrorismo Traffico internazionale di armi, indagato un alcamese

Un’operazione internazionale di intelligence che ha visto in campo 007 dei servizi segreti italiani, del Dipartimento antiterrorismo di Palermo, della Cia e dell’ MI6, l’Agenzia di spionaggio per l’estero della Gran Bretagna. Un’indagine durata otto mesi, conclusasi nel luglio del 2015, che ha riguardato un traffico internazionale di armi destinati  ai terroristi di Al Shabaab, definiti la peste del Corno d’Africa per le inaudite  violenze di cui si sono resi e si rendono responsabili questi vigliacchi terroristi, che operano, soprattutto in Somalia. Al Shabaab è alleata con Al Qaeda. L’indagine su un traffico internazionale di armi ha portato gli 007 anche ad Alcamo, dove un somalo forse il capo, ora pare tornato tra i terroristi in Somalia, ha abitato per un certo periodo di tempo in città per dirigere il traffico di armi. Ad Alcamo sarebbero arrivati una decina di camion dismessi dall’Esercito che avrebbero dovuto finire in qualche sfascia carrozze. Invece ad Alcamo sarebbero stati rimessi a nuovo in un’officina meccanica per poi prendere la strada della Somalia e di Gibuti, capitale dello stato africano omonimo che si trova nel Corno d’Africa.  Per seguire le tracce dei camion, in gran segreto, sarebbero stati utilizzati anche aerei militari che hanno sorvolato il cielo di Alcamo per mappare terreni e fotografare l’autofficina dove venivano rimessi a nuovo. Questi i dati contenuti nell’avviso di conclusione delle indagini, della Direzione nazionale antimafia, Dipartimento  antiterrorismo di Palermo. Indagini che sarebbero partite dopo intercettazioni fatte nei luoghi dove operano i terroristi dalla Cia e MI6, trasmesse poi ai servizi segreti italiani perché sarebbe emerso, che  camion militari dismessi, considerati armi a tutti gli effetti,  venivano rimessi a nuovo ad Alcamo. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche ad un meccanico alcamese titolare dell’autofficina che “riteniamo – dice il difensore Pietro Riggi- abbia agito in perfetta buona fede”. Ma la sua posizione sarebbe molto delicata poiché non sarebbero state trovate fatture di pagamento per le riparazioni. L’avviso di conclusione delle indagini riguarda otto somali, il meccanico alcamese più ignoti. Pesanti le accuse nei loro confronti: associazione a delinquere finalizzata all’esportazione di armamenti verso la Somalia per essere destinati al gruppo terroristico islamico Al Shabaab. Gli indagati rischiano lunghe pene detentive, ma pare che molti somali abbiano fatto perdere le loro tracce. Intercettazioni, foto, pedinamenti, uso di aerei e sofisticate tecnologie  per avere un quadro chiaro del territorio alcamese  e quindi forse per evitare vie di fuga hanno consentito di bloccare i camion rimessi a nuovo nei porti dove avrebbero dovuto imbarcarsi per poi raggiungere la Somalia e Gibuti. Camion e autisti, partiti da Alcamo vennero bloccati nei porti di Palermo, Napoli e Genova. L’avviso di conclusione delle indagini prelude al rinvio a giudizio, ma ancora il giudice non ha fissato l’udienza preliminare. Una vicenda che mette in risalto il grado di infiltrazione dei terroristi che dispongono di ingenti somme per portare a termine le loro criminali operazioni. E in tema di terrorismo nelle nostre zone  ricordiamo che nel periodo dello scorso Natale un giovane di Castellammare, che aveva aderito all’Isis, venne ucciso in Siria. Mentre è rimasta un mistero l’azione di un extracomunitario, lo scorso 19 giugno, che tentò di far precipitare da un viadotto sull’A-29 un autobus della Segesta. Una strage miracolosamente evitata per la presenza di spirito dell’autista e per l’intervento di due agenti in borghese.