Operazione “Alba”, la Cassazione riapre il caso La Rocca

La Corte di Cassazione ha annullato il rigetto del Tribunale del Riesame di Palermo sull’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa nei confronti dell’imprenditore edile partannese Santo La Rocca, disponendo una nuova valutazione della richiesta difensiva. Secondo i giudici romani, nel fascicolo processuale non emergerebbero elementi sufficienti a sostenere la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per il reato associativo. La Rocca è detenuto nel carcere di Viterbo ed è coinvolto nell’operazione “Alba”, scattata il 7 maggio scorso a Partanna, che portò all’arresto di cinque persone. L’inchiesta ipotizza un sistema di condizionamento delle attività economiche locali, tra appalti pubblici, pressioni e intimidazioni, con collegamenti alla famiglia mafiosa di Partanna, nel mandamento di Castelvetrano. Tra gli arrestati anche Giovanni Luppino, autista di Matteo Messina Denaro. Per La Rocca, Pandolfo e Luppino è stato scelto il rito abbreviato, con udienza fissata il 13 febbraio davanti al gip di Palermo.