Omicidio Anastasi: sangue sugli abiti del marito

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    Svolta nelle indagini sull’omicidio di Maria Anastasi, la donna 39enne madre di tre figli e al nono mese di gravidanza, massacrata il 4 luglio scorso a colpi di piccone alla testa – almeno otto secondo il referto – e poi data alle fiamme: i carabinieri del Ris di Messina hanno riscontrato microtracce di sangue sui pantaloni e sulle scarpe indossati quella sera da Salvatore Savalli, marito della donna, già in carcere con l’accusa di omicidio premeditato con l’aggravante della crudeltà e di aver cagionato la morte del feto in prossimità del parto.

    “Il sangue apparterrebbe a quello della vittima”, dice il procuratore capo, Marcello Viola.

    Il sangue della donna sugli abiti del marito confermerebbe la versione fornita agli inquirenti da Giovanna Purpura, l’amante di Savalli, arrestata con l’accusa in concorso degli stessi reati, dopo esser stata accusata di essere l’autrice del delitto dallo stesso Savalli. La donna si è sempre dichiarata innocente ed ora l’esame del DNA sembra darle ragione.

    Alla luce di questa scoperta i difensori di Giovanna Purpura hanno presentato la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che sarà discussa oggi dal Tribunale del Riesame.

    In attesa della decisione del giudice, “rimane immutata” la posizione della donna, conferma il procuratore Viola, e resta in carcere.

    Se l’esame del DNA sembra darle ragione, è pur vero che la sua versione dei fatti non aveva pienamente convinto gli inquirenti, che l’hanno interrogata più volte nel corso degli ultimi giorni.

    La donna ha raccontato che ad uccidere Maria Anastasi è stato Salvatore Savalli. Lei sarebbe stata un’involontaria testimone.

    La dinamica dell’omicidio ed il ruolo dei due amanti deve essere ancora chiarito.

     

    Le indagini proseguono.