Nuovo ordine, tutta indietro per le amministrative

di Antonio Pignatiello

 

Le amministrative in Sicilia si terranno il 26 e il 27 maggio prossimi, così come previsto nel resto del Paese. Lo ha definitivamente deliberato la Giunta Regionale Siciliana, riunita a Catania, che ha autonomia di scelta visto lo Statuto Speciale, annullando così la precedente scelta di fare votare negli Enti locali il 21 e il 22 aprile prossimi.

 

La decisione è stata confermata dallo stesso Presidente della Regione Rosario Crocetta, che aveva anticipato alla stampa l’intenzione della sua giunta prima della riunione. Nel resto d’Italia la decisione di andare al voto anche per le amministrative è del Ministero degli Interni, salvo appunto le Regioni ad Autonomia Speciale come la Sicilia, la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia.

 

La decisione ha avuto tre fasi diverse con ipotesi diverse e particolarmente dunque travagliata. Al’inizio s’era detto addirittura che le elezioni aministrative in Comuni e Province siciliane sarebbero state postergate a dopo l’estate e si parlava di ottobre. Questo anche forse per risparmiare ai siciliani un’overdose di urne elettorali tra amministrative, regionali, politiche e ora di nuovo quelle amministrative, sopratutto le provinciali dove i posti sono rimasti vacanti alcuni per l’abbandono dei Presidenti che si sono candidati altrove. Poi si era parlato di un anticipo, quasi subito dopo insomma il voto politico ma alla fine, dopo gli annunci ufficiali, si è deciso dunque di far votare i siciliani di nuovo così come anche gli altri elettori del resto d’Italia che andranno alle urne il 26 e 27 maggio. Resta il fatto che molte città e province e regioni votano perchè i loro sindaci, presidenti, una volta eletti per amministrare gli enti locali pensano bene di lasciare tutto a metà per candidarsi ad elezioni considerate superiori, chi alla regione, chi al parlamento e chi addirittura all’Europa.