La notte della 266sima edizione della Fiera della Madonna della Tagliata a Castelvetrano è cominciata come sempre: le luci delle giostre che tagliavano il buio, i richiami dei venditori ambulanti, il chiasso dei bambini che correvano tra zucchero filato e palloncini. Nei due giorni del 20 e 21 settembre ha richiamato a Castelvetrano quasi 20 mila visitatori, confermandosi come una delle più sentite e partecipate manifestazioni della città. Poi, d’un tratto, l’atmosfera si è incrinata, come in un film horror in cui non capisci più dove finisca la festa e inizi l’incubo. Solo che qui non c’erano effetti speciali: il sangue era vero, e lo spettacolo si è fatto crudele. Un quarantenne del posto, ha pagato a caro prezzo un gesto di civiltà: chiedere a un pregiudicato ubriaco di smetterla di lanciare bottiglie contro i passanti e essere molesto per tutti coloro che stavano cercando di godersi un’occasione di gioia e spensieratezza.
Ed è bastato questo richiamo, un “abbassa la voce”, per scatenare una furia cieca e incontrollata, nonostante il quarantenne avesse deciso di allontanarsi, per evitare inutili provocazioni. Ma forse proprio questo gesto, interpretato dall’aggressore come una sfida, dà il via all’escalation di violenza. Prima una bottiglia scagliata alle spalle, poi l’assalto con i cocci, affondati come lame nella carne, alla gola e al torace. Una violenza resa ancora più assurda dal fatto che si stava consumando in un luogo di svago e divertimento, che in un attimo si è trasformato in una scena di film horror. La folla nel panico, tra urla e pianti di bambini trascinati via di corsa dai genitori. Sul selciato, tra i neon colorati delle giostre e i resti di vetri infranti, è rimasto il corpo dell’uomo, in una pozza di sangue. Solo la prontezza dei sanitari ha impedito che si trasformasse in tragedia. Operato d’urgenza, adesso è fuori pericolo. Il suo aggressore, invece, è stato fermato dai Carabinieri e denunciato per tentato omicidio e porto abusivo di arma da taglio. Le indagini dovranno chiarire la dinamica e le responsabilità, ma intanto a Castelvetrano resta l’amaro in bocca: una fiera che doveva essere festa si è trasformata in tragedia sfiorata, mostrando quanto sia sottile il confine tra divertimento e incubo, tra realtà e un copione da film che nessuno avrebbe voluto scrivere.