Norma e Requiem d’incanto! E il “Luglio Musicale Trapanese” si prepara a stupire ancora

Sono parecchi forse a pensare che per assistere alle più belle performance di opera lirica bisogna trovarsi necessariamente al San Carlo di Napoli o alla Scala di Milano o al Costanzi di Roma. Ma, parecchi si sarebbero anche ricreduti assistendo alla prima (e alle due repliche successive) della Norma di Bellini, nella versione di rara bellezza presentata lo scorso weekend dal regista Raffaele Florio, nell’ambito della 72° stagione lirica dell’Ente luglio musicale.

Ricreduti per diversi motivi.

Prima di tutto perché lo spettacolo si è svolto in Sicilia — e neppure a Taormina, Palermo o nella Catania dello stesso Bellini — ma nella un po’-meno-internazionalmente-esposta Trapani.

Interessante in questo senso un parallelo che potrebbe essere tracciato tra l’opera e la location. Così come Norma, riduttivamente identificata come “barbara”, rivela, alla fine del secondo atto, virtù di gran lunga superiori alla virtus stessa dei Romani, anche Trapani mostra di saper brillare di luce propria, e non meno di altre stelle, nel firmamento operistico e musicale nazionale.

Poi il soprano, Desirée Roncatore. Interprete della protagonista, la Roncatore non ha semplicemente contribuito alla rappresentazione con una voce a tratti così acuta e cristallina, che a confronto la Callas appariva quasi rauca, ma anche con un’escursione vocale al limite dell’umano. Nel brano Casta Diva, per esempio, la cantante invocando la luna, è apparsa quasi fisicamente in ascesa verso il “casto satellite” in un climax di vocalizzi mozzafiato — per poi discendere nuovamente verso il palco, una sillaba dietro l’altra.

Altro elemento di sorpresa, rivelato dal direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Giovanni De Santis, è che il tutto, grazie ad un cast di professionisti assoluti (Alessia Nadin, Giulio Pelligra, Cristian Saitta, Simona Di Capua, Saverio Pugliese) “è stato preparato in soli 20 giorni”.

Imprescindibile dalla straordinarietà di questa rappresentazione, l’orchestra: una portentosa “armata” di 54 musicisti, diretti dal maestro Andrea Certa. Un’orchestra mai timida, mai reticente, mai incerta, e invece totalmente dedicata, in ogni istante dell’intera performance, come un uomo ardente d’amore.

Ma di orchestra bisognerebbe parlare ancor più in riferimento ad un’altra strabiliante performance in programma nello stesso cartellone “Open Air Mediterranean” dell’Ente Luglio Musicale Trapanese. Back to back, la sera dopo l’exploit della Norma belliniana: una delle vette più alte dell’intera cultura occidentale, il Requiem di Mozart. Una riflessione sull’agonia della morte, espressa però paradossalmente dalla carica esplosiva e del tutto vitale della musica — un mix particolarmente commovente, ai tempi del Covid.

Protagonista indiscusso in questo concerto, il coro: strepitosi 60 elementi, diretti dal maestro Fabio Modica. Esecuzione complicatissima, per il continuo sovrapporsi di intere sintassi di lirica, timbri e intonazioni. Un fronte collettivo di voci così prodigioso da sublimare, non semplicemente accompagnare, l’individualità dei solisti: Clara Polito, Simona Di Capua, Tatsuya Kashi, Cristian Saitta. E forse questa era pure l’intenzione del compositore Mozart, che tra i vari “sanctus” e “benedictus” voleva attestare l’esigenza di un’umanità unita, anche in occasione del viaggio individuale per eccellenza verso l’aldilà.

La ricezione del pubblico — curiosamente di età media di molto inferiore rispetto al trend in questi casi — non poteva che essere clamorosa, e gli applausi… interminabili!

L’Ente Luglio Musicale, che ha recentemente ottenuto un finanziamento ministeriale per una stagione lirica transfrontaliera in Tunisia, si prepara intanto ad inaugurare una nuova ondata di appuntamenti imperdibili, a partire dal 4 settembre, con “il Balletto del Sud”, l’“Orchestra Sinfonica Siciliana” e un tributo a Ennio Morricone.